
Il legame tra ilReal MadrideMario Hezonjasembra essere arrivato ai titoli di coda. Secondo quanto riportato daRadio SER, sono molteplici i fattori che lasciano presagire un divorzio al termine della stagione, con il club castigliano già attivo sul mercato per individuare un sostituto all’altezza del talento croato.
Quello che doveva essere un matrimonio solido si sta trasformando in una convivenza forzata, segnata da tensioni tecniche e mosse strategiche fuori dal campo che puntano dritte verso una nuova destinazione per l’ex giocatore dei New York Knicks.
Il fattore Scariolo e lo strappo in Copa del Rey
Il fulcro della crisi risiede nel rapporto, ormai ai minimi storici, con il “nuovo” allenatore dei Blancos,Sergio Scariolo. Il tecnico bresciano, subentrato per guidare il nuovo corso del Real, e l’ala croata non sembrano aver mai trovato la giusta sintonia tattica e caratteriale.
L’apice del deterioramento è stato raggiunto durante la recente finale diCopa del Reycontro ilBaskonia. Verso la fine del match, Hezonja si è reso protagonista di un plateale gesto di rabbia rivolto proprio verso la panchina di Scariolo. Un episodio che la dirigenza madrilena non ha gradito e che ha confermato l’esistenza di una frattura profonda all’interno dello spogliatoio.
Le mosse dietro le quinte: l’ombra di Misko Raznatovic
A confermare l’ipotesi di un trasferimento imminente ci sono anche importanti segnali sul fronte societario. Hezonja ha recentemente cambiato agente, entrando a far parte della potente scuderia diMisko Raznatovic.
Solitamente, un cambio di rappresentanza in questa fase della carriera precede grandi manovre di mercato. Raznatovic è noto per saper gestire operazioni complesse e per i suoi solidi legami con club emergenti e franchigie d’oltreoceano, rendendo il futuro di Hezonja un vero e proprio rebus internazionale.
Le possibili destinazioni: Dubai o il ritorno in NBA
Le strade per il futuro del croato sembrano dividersi tra due opzioni diametralmente opposte, ma entrambe estremamente suggestive:
- Dubai Basketball:Il nuovo ambizioso progetto emiratino, pronto a fare il suo ingresso in pianta stabile nel grande basket europeo, avrebbe messo sul tavolo un’offerta economica fuori portata per gran parte dei club di Eurolega. Hezonja rappresenterebbe il colpo perfetto per dare un volto e un’identità tecnica immediata alla squadra.
- Ritorno in NBA:A 31 anni e con una maturità tecnica ormai consolidata, “Super Mario” potrebbe decidere di tentare una seconda avventura nella lega americana, dove il suo mix di stazza e tiro da fuori continua a riscuotere interesse da parte di diversi scout.
Il Real Madrid, dal canto suo, non vuole farsi trovare impreparato. La ricerca del sostituto è già iniziata, segnale inequivocabile che il tempo di Hezonja nel palazzetto della capitale spagnola sta davvero per scadere.
In casaPallacanestro Trieste, gli ultimi giorni sono stati un vero e proprio ottovolante di emozioni. Tra il brusco esonero di coachGonzaleze la battaglia sul parquet di Torino contro l’Olimpia Milanonei quarti di finale di Coppa Italia, lo spogliatoio giuliano ha dovuto metabolizzare cambiamenti profondi in tempi record. A fare il punto della situazione è il capitano,Ludovico Deangeli, che in un’intervista aIl Piccoloha analizzato con grande onestà il momento del club.
Il passaggio di consegne in panchina non è mai un momento neutro per un gruppo, specialmente quando si interrompe il rapporto con una figura stimata come quella del tecnico uscente.
L’addio a Gonzalez e il nuovo corso Taccetti
Deangeli non ha nascosto il dispiacere per l’esonero di Gonzalez, definendolo “una persona fantastica e un allenatore di valore”. Tuttavia, da leader del gruppo, il capitano ha richiamato tutti alle proprie responsabilità: “Quando avvengono questi cambiamenti è necessario farsi un esame di coscienza collettivo. Se si è arrivati a questo punto, significa che qualcosa non ha funzionato”.
Il testimone è passato nelle mani diMarco Taccetti, una figura che lo spogliatoio già conosce e rispetta. “Abbiamo piena fiducia in ‘Taccio'”, ha ribadito Deangeli, sottolineando come il nuovo allenatore abbia mantenuto la promessa di non stravolgere la propria identità, garantendo continuità e stabilità in un momento delicato.
Il quarto di finale contro Milano: orgoglio e rimpianti
La sfida di Coppa Italia contro l’Olimpia Milano ha mostrato una Trieste combattiva, capace di restare in partita fino alla fine e di accarezzare il sogno del colpaccio. Nonostante l’eliminazione, Deangeli vede il bicchiere mezzo pieno: “C’era la reale possibilità di portare a casa il trofeo. Abbiamo giocato una partita gagliarda, vera e intensa”.
Resta il rammarico per non aver centrato la semifinale, ma la consapevolezza di essere competitivi contro i colossi dell’Eurolega è il mattone su cui Trieste vuole costruire il finale di stagione. “Costruiremo il nostro futuro partendo da qui”, ha assicurato il capitano, indicando la prestazione di Torino come il nuovo standard minimo richiesto alla squadra.
Cosa cambia in campo: i nuovi accorgimenti tattici
Dal punto di vista tecnico, il passaggio da Gonzalez a Taccetti non ha portato a una rivoluzione, quanto piuttosto a una raffinata operazione di “lifting” tattico. Deangeli ha svelato i piccoli accorgimenti introdotti negli ultimi allenamenti:
- Difesa:Ritorno ai principi dello scorso anno nella gestione delpick and roll, cercando maggiore solidità e automatismi già noti ai veterani.
- Attacco:Piccoli aggiustamenti sulle letture e, soprattutto, sulla velocità della transizione offensiva.
Dopo le fatiche di coppa e lo stress psicologico dei cambiamenti tecnici, la squadra si godrà ora qualche giorno di riposo per ricaricare le pile. L’obiettivo è chiaro: ripartire dai segnali positivi visti a Torino per affrontare la volata finale in campionato con una nuova identità, più unita e consapevole.
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