Dopo settimane di attesa e minuti centellinati, per Simon Sohm potrebbe essere arrivato il momento di prendersi davvero il Bologna. Il centrocampista svizzero, fin qui utilizzato a spezzoni da Vincenzo Italiano – una ventina di minuti a Genova e un altro scampolo al Dall’Ara contro la Lazio – è ora un candidato forte per una maglia da titolare nella sfida di Torino.
Non si tratta soltanto di una rotazione, ma di un segnale tecnico preciso. Il tecnico rossoblù è alla ricerca di nuove soluzioni per ravvivare un reparto offensivo che nelle ultime settimane ha perso brillantezza e incisività. L’inserimento dello svizzero potrebbe rappresentare una mossa strategica per cambiare ritmo e sorprendere gli avversari.
Il precedente di Torino e la voglia di rivincita
Il capoluogo piemontese non è terra sconosciuta per il centrocampista elvetico. Proprio lì, a fine agosto, aveva disputato una gara da titolare con la maglia della Fiorentina, venendo però sostituito all’intervallo. Un episodio che oggi suona come uno stimolo personale: tornare nello stesso stadio con maggiore fiducia e consapevolezza rappresenta per lui l’occasione ideale per dimostrare i progressi compiuti.
La possibile presenza dal primo minuto sulla trequarti segnerebbe anche un ritorno alle origini tattiche. Ai tempi del Parma, Sohm aveva alternato compiti di costruzione a inserimenti offensivi, mostrando duttilità e capacità di adattamento. Italiano spera di sfruttare proprio questa versatilità per dare nuova linfa alla manovra e aumentare la pericolosità tra le linee.

Ballottaggio aperto con Odgaard
Il principale concorrente per quella posizione resta Jens Odgaard, tra i più produttivi in termini realizzativi nella rosa rossoblù. Tuttavia, l’elevato numero di impegni e la necessità di gestire le energie rendono plausibile un’alternanza.
L’eventuale scelta di Sohm non avrebbe carattere punitivo, ma funzionale. L’obiettivo è mantenere alta la competitività interna e distribuire le forze in un momento cruciale della stagione. Inoltre, le caratteristiche dello svizzero potrebbero offrire soluzioni diverse contro difese compatte: attacco degli spazi, inserimenti senza palla e conclusioni dalla seconda linea sono armi che possono alleggerire il lavoro degli attaccanti puri.
Un attacco ridisegnato
Se la scelta dovesse essere confermata, l’assetto offensivo del Bologna potrebbe assumere contorni ben definiti. Alle spalle della punta Santiago Castro potrebbero agire Federico Bernardeschi e Jonathan Rowe, con Orsolini e Cambiaghi pronti a essere impiegati in altre rotazioni o competizioni.
Alle spalle di Sohm, il motore del centrocampo dovrebbe essere affidato al connazionale Remo Freuler insieme a uno tra Lewis Ferguson e Nikola Moro, con lo scozzese leggermente favorito. Una combinazione che garantirebbe equilibrio tra copertura e costruzione, permettendo allo svizzero di concentrarsi maggiormente sulla fase offensiva.
La sfida di Torino potrebbe quindi rappresentare molto più di una semplice partita: per Simon Sohm è l’occasione di trasformare minuti sporadici in centralità tecnica. E per il Bologna, la possibilità di ritrovare freschezza e imprevedibilità nel momento decisivo della stagione.

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Foto: pagina ufficiale Facebook/Bologna FC 1909




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