
Se Vincenzo Italiano avesse dovuto scegliere un nome, uno solo, da mandare a referto nella cruciale vittoria di Pisa, quel nome sarebbe stato quasi certamenteJens Odgaard. Non solo per la bellezza plastica della rete che ha regalato i tre punti, ma per il significato profondo che il danese riveste nello spogliatoio rossoblù in questo momento di transizione tattica.
Il “sacrificato” col sorriso
Odgaard è il calciatore che, più di chiunque altro, ha pagato il recente passaggio del Bologna dal4-2-3-1al4-3-3. Un cambio di sistema che lo ha visto scivolare indietro nelle gerarchie dopo mesi da protagonista assoluto “tra le linee”. Eppure, nonostante il minutaggio ridotto, l’atteggiamento dell’ex AZ Alkmaar è rimasto impeccabile.
“Jens è sempre sorridente e si allena alla grande ogni giorno”, ha sottolineato Italiano nel post-partita, elevandolo a modello per tutto il gruppo. In un calcio dove chi finisce in panchina spesso alza la voce, Odgaard ha risposto con il silenzio del lavoro e, soprattutto, con un gol decisivo da subentrato.

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Jens “in cantiere”: la metamorfosi in mezzala
Ma la vera notizia non è solo il gol, quanto il futuro tattico che Italiano sta disegnando per lui. Il tecnico siciliano ha infatti rimesso Odgaard “in cantiere”. La sua straordinaria capacità di leggere gli spazi, unita alla predisposizione al sacrificio sia in fase di possesso che di non possesso, sta spingendo l’allenatore verso un’intuizione intrigante:trasformare Odgaard in una mezzala d’assalto nel 4-3-3.
Non sarebbe la prima scommessa vinta. Italiano lo aveva già spostato con successo nel ruolo di trequartista (sorprendendo tutti nella sfida di Marassi contro il Genoa), dopo che con Thiago Motta aveva agito da punta centrale ed esterno destro.
Il jolly totale della cintola in su
Dalla corsia mancina di Como al ruolo di “equilibratore” moderno, la storia di Odgaard al Bologna è quella di un’adattabilità fuori dal comune. Italiano è convinto che, una volta ritrovata la piena autostima collettiva dopo il tunnel dei risultati negativi, la duttilità di Jens potrà essere la chiave per scardinare le difese avversarie partendo da una posizione più arretrata.
Per il danese, “volere è potere”. E per Italiano, avere un giocatore capace di abitare più zone del campo con la stessa intelligenza tattica è il miglior punto di partenza per l’impegnativo finale di stagione che attende i rossoblù.
Fonte: Corriere dello Sport – Stadio
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