Virtus, missione compiuta: il fattore campo è a un passo
Il traguardo, seppur parziale, è ormai a portata di mano. La Virtus Bologna ha cambiato marcia, mettendosi alle spalle una crisi di gioco e risultati che sembrava preoccupante. Le quattro vittorie consecutive, di cui tre in campionato, non hanno solo riportato il sereno, ma hanno regalato alla squadra di coach Jakovljevic la quasi totale certezza del fattore campo nei playoff.
Per blindare il vantaggio dell’arena, basterà una vittoria tra la trasferta di Sassari e il match interno contro Varese. Una missione ampiamente possibile, considerando anche il momento difficile dei sardi, reduci dal ko contro Treviso.
L’alleato tempo e il ruolo di favoriti
Oltre al vantaggio ambientale, la Virtus ha riconquistato un alleato prezioso: il tempo. Poter giocare senza l’ossigeno corto della pressione e sfruttare intere settimane di allenamento permetterà ai bianconeri di affinare i dettagli in vista della corsa scudetto. Con la forma attuale e la vetta della classifica, la Olidata torna prepotentemente in pole position per difendere il titolo conquistato lo scorso anno.
Il risveglio dei lunghi: Smailagic e la sorpresa Diarra
Segnali importanti arrivano dal reparto lunghi. Finalmente si è rivisto Alen Smailagic: dopo mesi di ombra, il serbo ha dominato contro Trieste, beneficiando del ritorno nello slot di “4”. Una scelta tattica che, se da un lato penalizza Akele e Ferrari, dall’altro restituisce pericolosità al roster.
La vera certezza del momento resta però Aliou Diarra. Il maliano è attualmente l’uomo più in forma, una crescita costante che sta risolvendo i problemi in area sia in fase offensiva che difensiva. Le sue doti atletiche, unite a una comprensione del gioco sempre più affinata, lo rendono l’elemento di rottura ideale per la post-season.
La regia: l’effetto Pajola e il mercato
Il ritorno di Alessandro Pajola ha ristabilito le gerarchie. Sono bastati 21 minuti sul parquet, dopo tre mesi di stop, per ricordare a tutti quanto l’anima difensiva e la gestione del play marchigiano siano uniche. Resta l’amaro in bocca per i rumors di mercato che lo accostano a Stella Rossa e Dubai, ma per ora la Virtus si gode il suo leader.
Al suo fianco, Yago dos Santos si sta dimostrando il complemento perfetto: ritmo e creatività individuale che si integrano con l’ordine di Pajola. In attesa del rientro di Vildoza, Jakovljevic si prepara a gestire un “problema” di abbondanza nel turnover che ogni allenatore vorrebbe avere.
Note dolenti: blackout da eliminare
Nonostante la supremazia mostrata contro Trieste, restano dei dettagli da correggere. Il blackout che ha permesso ai giuliani di risalire dal -20 al -4 è un campanello d’allarme da non sottovalutare. Tuttavia, le note positive prevalgono: aver disinnescato un attacco atomico come quello triestino e aver limitato il capocannoniere Ramsey (minimo stagionale per lui) conferma che la difesa della Virtus è tornata a essere un muro invalicabile. La corsa scudetto è partita, e i bianconeri sono di nuovo davanti a tutti.
Fonte e Articolo completo su corrieredellosport.it
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