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14 Ott 2026, Mer

EuroLega, le pagelle di Virtus Bologna-Paris Basketball 82-103

La Virtus Bologna perde al PalaDozza contro il Paris Basketball per 103-87 nella 33ª giornata di EuroLega: ecco le pagelle ai giocatori bianconeri.

Luca Vildoza, voto 6: È l’unico a possedere le chiavi del gioco e a tentare di dare un ritmo coerente all’attacco (6 assist). Tuttavia, la sua regia perde lucidità alla distanza: quando vede che i compagni non rispondono, si mette in proprio con scarsi risultati al tiro e un nervosismo crescente. Predicatore nel deserto.

Carsen Edwards, voto 4,5: Serata da incubo. Appare lento, prevedibile e stranamente privo della solita intensità. Dopo un primo tempo anonimo, prova a scuotersi nella ripresa ma finisce per forzare ogni conclusione, collezionando più stoppate subite che canestri. Il fallo tecnico nel momento cruciale è l’emblema della sua frustrazione.

Saliou Niang, voto 6,5: La nota più lieta in una serata grigia. Parte con una determinazione feroce, dominando a rimbalzo (8) e mostrando una visione di gioco inaspettata (5 assist). È l’ultimo ad alzare bandiera bianca, spegnendosi solo quando capisce che l’impresa è ormai impossibile. Costante.

Alen Smailagic, voto 5: Un’illusione ottica durata sei minuti, nei quali mette a referto 6 punti rapidi. Poi, il buio totale. Sparisce dal campo sia fisicamente che mentalmente, confermando il periodo di appannamento che lo vede troppo spesso spettatore non pagante della partita.

Derrick Alston Jr., voto 5: L’atletismo degli avversari lo manda fuori giri. Se non riesce a trovare ritmo dall’arco, il suo gioco diventa etereo e poco incisivo. Qualche rimbalzo catturato non basta a bilanciare le troppe palle perse e una difesa costantemente in ritardo sulle rotazioni.

Daniel Hackett, voto 5,5: Non trova nessuno con cui ingaggiare la sua solita battaglia fisica se non a giochi ormai chiusi, rimediando un antisportivo evitabile. Chiude con zero punti e molta fatica in cabina di regia; resta l’anima difensiva, ma stasera la scintilla non scocca mai.

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Francesco Ferrari, sv: Entra quando la gara ha già preso i binari del “trentello” di scarto. Ci mette impegno, ma il contesto non permette una valutazione reale.

Matt Morgan, voto 5,5: I 16 punti finali lo rendono il miglior realizzatore dei suoi, ma il dato è gonfiato da troppe iniziative personali nel garbage time. Dopo un impatto iniziale positivo, si smarrisce nel caos generale, faticando anche dalla linea della carità.

Aliou Diarra, voto 5: Pochi minuti a disposizione, ma giocati con scarsa prontezza. Entra nel momento peggiore della gara e finisce travolto dall’intensità avversaria senza riuscire a lasciare traccia né in difesa né a rimbalzo.

Karim Jallow, voto 5: Un deciso passo indietro rispetto alle ultime uscite. Parte con una parvenza di aggressività ma si eclissa rapidamente, proponendo un basket lento e poco reattivo. Non sfrutta lo spazio concesso per incidere realmente.

Momo Diouf, voto 5,5: Offensivamente è uno dei più produttivi, bravo a farsi trovare pronto sugli scarichi di Vildoza e a convertire con ottime percentuali. Il rovescio della medaglia è il dato sui rimbalzi (solo 2), troppo pochi per chi dovrebbe blindare l’area.

Nicola Akele, sv: Presenza puramente simbolica. Pochi secondi in campo per asciugare le rotazioni.

Coach Nenad Jakovljevic, voto 5: Un esordio amaro. Sebbene abbia avuto pochissimo tempo per preparare la sfida, la squadra appare priva di identità e incapace di pareggiare l’energia dei francesi. Il passivo interno è pesante e le rotazioni accorciate non portano i frutti sperati in uno scontro diretto vitale.

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