La stagione regolare della Fortitudo Bologna arriva al suo atto finale, e lo fa nel palcoscenico più caldo possibile: l’Unieuro Arena. Domenica, i biancoblu di coach Attilio Caja incroceranno le armi con Forlì in un derby che, se per i romagnoli ha il sapore del puro orgoglio dopo la salvezza già acquisita, per la “Effe” rappresenta un vero e proprio bivio stagionale.
Infermeria: Moore c’è, ansia per Fantinelli
Le notizie che arrivano dal quartier generale della Flats Service sono a tinte alterne. La nota lieta riguarda Lee Moore: l’esterno statunitense è ufficialmente tornato a lavorare con il gruppo, garantendo a Caja una rotazione fondamentale in un match che si preannuncia ad alta intensità fisica.
Discorso diverso per il capitano. Matteo Fantinelli, fermo da dieci giorni dopo l’ultima apparizione a Brindisi, ha ripreso solo parzialmente l’attività ieri svolgendo un lavoro differenziato. Le sue condizioni verranno monitorate giorno per giorno: lo staff medico spera di recuperarlo in extremis per la palla a due di domenica, consapevoli che il suo carisma e la sua visione di gioco sono elementi imprescindibili per guidare la squadra in trasferta.
Gli scenari: tra sogno promozione e fattore campo
La posta in gioco è altissima. Per continuare a cullare il sogno della promozione diretta, la Fortitudo ha un solo sentiero, stretto e tortuoso: deve vincere a Forlì e sperare che si incastrino i risultati dagli altri campi. Nello specifico, servirebbero le contemporanee sconfitte di Scafati (impegnata a Rimini) e di Pesaro (di scena a Livorno). Una combinazione difficile, ma non impossibile dato che entrambe le rivali giocheranno lontano dalle mura amiche.
Tuttavia, anche al di là del sogno primo posto, espugnare l’Unieuro Arena è vitale per un motivo pragmatico: la certezza del fattore campo. Garantirsi la possibilità di giocare l’eventuale “bella” dei quarti e delle semifinali al PalaDozza è l’obiettivo minimo e fondamentale per una squadra che, tra le mura amiche, trasforma il proprio rendimento grazie alla spinta del suo pubblico.
Un’arena tinta di biancoblu
Nonostante il divieto di trasferta spesso imposto in queste sfide, domenica saranno ben 550 i tifosi fortitudini al seguito della squadra in Romagna. Un supporto massiccio per spingere i ragazzi di Caja contro una Forlì che, pur senza ambizioni di classifica (fuori dai play-in ma già salva), non farà sconti. Lo “sgambetto” alla rivale storica è un richiamo troppo forte per i romagnoli, rendendo la partita una vera e propria battaglia agonistica.
La Fortitudo si presenta all’ultimo chilometro con il fiato corto ma la determinazione di chi sa di non poter sbagliare: il presente si chiama Forlì, il futuro passa per il recupero dei suoi uomini chiave. più forte di quelle del grande ex. Il verdetto, come sempre, spetta al parquet.
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