
L’addio a coachDusko Ivanovicnon è che il primo tassello di un mosaico destinato a cambiare volto. LaVirtus Bolognasi appresta a vivere un’estate di profonda trasformazione, una vera e propria “rivoluzione controllata” dettata da una necessaria contrazione del budget e dalla volontà di investire su profili giovani in rampa di lancio.
La scelta di affidare la panchina aNenad Jakovljevicè un segnale inequivocabile. Non si tratta di un semplice traghettatore: Jakovljevic rappresenta l’uomo del futuro, il primo assistente bianconero a essere promosso capo allenatore dai tempi diEttore Messina, che nel 1989 subentrò a Bob Hill. Questo finale di stagione sarà per lui il banco di prova definitivo per blindare la conferma in vista di un 2025/26 che vedrà i giovani al centro del progetto.
I pilastri della linea verde
Mentre il mercato inizia a fermentare, la società ha già individuato i punti fermi da cui ripartire. Le certezze odierne portano i nomi diMomo Diouf,Francesco FerrarieAliou Diarra. A loro potrebbe aggiungersiSaliou Niang, la cui permanenza sotto le Due Torri resta però legata alle sirene d’oltreoceano, tra NBA e NCAA, che potrebbero cambiare le carte in tavola.
Sul fronte acquisti, il taccuino della dirigenza è fitto di nomi italiani interessanti per il perimetro: piaccionoDavid Torresani(NutriBullet Treviso),Davide Casarin(Vanoli Cremona) eLeonardo Marangon(UEB Cividale). Più complicata la pista che porta adAndrea Calzavara, blindato dal muro alzato dall’APU Udine.
I nodi del mercato stranieri
Se la base italiana sembra delineata, il parco stranieri è un rebus di difficile soluzione. Il rinnovo diMatt Morgan, in scadenza a giugno, appare in salita, così come la conferma diCarsen Edwards: dopo l’annuale firmato lo scorso luglio, la guardia è finita nel mirino dei top club europei,Olimpia Milanoinclusa.
Deludente finora l’apporto diAlen Smailagic, per il quale si ipotizza un clamoroso ritorno al Partizan Belgrado. Infine, resta da valutare la posizione diLuca Vildoza. Nonostante il contratto pluriennale, l’addio di Ivanovic — figura chiave per il suo arrivo a Bologna — unito alla riduzione del budget, potrebbe spingere l’argentino a riflettere sul proprio futuro, aprendo scenari di mercato fino a pochi mesi fa imprevisti.
Fonte: Corriere di Bologna

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Foto: Virtus.it




