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13 Lug 2026, Lun

Virtus Bologna, smantellamento e rifondazione: è già tempo di ribaltone

Nemmeno il tempo di archiviare la delusione per la fine della stagione e in casa Virtus Bologna si parla già, apertamente, di ribaltone. A lanciare l’allarme e a tracciare le linee guida della prossima stagione è Walter Fuochi sulle pagine di La Repubblica, delineando uno scenario di profonda metamorfosi: del roster attuale, infatti, “ne rivedremo meno di metà”. Una rivoluzione figlia anche di un ridimensionamento economico, con un budget stimato inferiore rispetto all’ultimo anno che rischia di collocare i biancoblù nelle retrovie della griglia della prossima Eurolega.

I cinque superstiti e i primi quattro innesti

I punti fermi da cui ripartire sono pochissimi. Ad oggi, la continuità è affidata a cinque soli elementi: Daniel Hackett, Derrick Alston Jr, Francesco Ferrari, Momo Diouf e Aliou Diarra.

Il management ha comunque già bloccato quattro volti nuovi per iniziare a ridisegnare il gruppo. Nel reparto esterni sono certi gli arrivi di Davide Casarin, Tommaso Baldasso e Rasheed Bello, mentre sotto canestro il primo tassello è il pivot Kevin Kokila, che arriverà in prestito dal Dubai Basketball. Il roster a nove elementi dovrebbe poi essere completato dal giovane Assane Sankarè (in arrivo da Rimini), con la speranza che possa ricalcare la crescita di Niang. Le priorità assolute sul mercato restano ora la guardia titolare (una prima punta) e un’ala forte (un “quattro”) capace di aprire il campo.

Esodo biancoblù: Pajola, Edwards e Niang ai saluti

La lista delle partenze è lunghissima e tocca i senatori del gruppo. È certo l’addio di Alessandro Pajola, pronto a scegliere una delle tantissime destinazioni europee sul tavolo. Saluta anche Carsen Edwards, fortemente corteggiato dal Maccabi Tel Aviv (ma nel mirino anche di Parigi e Kaunas), mentre Nicola Akele ha già avviato il trasloco in direzione Olimpia Milano.

Finisce dopo pochi mesi la transizione di Yago dos Santos, definito una “fioca supplenza”. Posizioni in bilico per Karim Jallow, Alen Smailagic e Luca Vildoza: tutti e tre godono di opzioni di uscita nei rispettivi contratti e la sensazione a Casteldebole è che nessuno di loro sia considerato irrinunciabile.

Un discorso a parte va fatto per due dei protagonisti dell’ultima stagione:

  • Saliou Niang: andrà via in ogni caso. È in attesa che la NCAA definisca le regole d’ingaggio per trasferirsi al college della Louisiana. Se l’affare dovesse saltare, Cleveland è pronta a firmarlo direttamente in NBA, senza dimenticare i top club europei.
  • Matt Morgan: ha offerte estere ma potrebbe clamorosamente restare se accettasse un accordo intorno ai 600mila euro. Se dovesse partire, la Virtus scongelerebbe l’accordo (bloccato da mesi) con JD Notae.

Panchina e incognita societaria: il futuro di Ronci e Zanetti

Chiuso lo sfortunato capitolo legato a Nenad Jakovljevic – definito da Fuochi un “praticante” arrivato dopo un “allenatore” (Dusko Ivanovic) in mezzo a una mezza truppa ammutinata – la Virtus cerca la nuova guida tecnica. In cima alla lista ci sono Francesco Tabellini, l’esperto Velimir Perasovic e il grande ex Petteri Koponen, ma non sono esclusi colpi di scena.

Il ribaltone, infine, potrebbe toccare anche i quadri dirigenziali. Il Direttore Generale Paolo Ronci, nonostante un contratto in essere e il lavoro già impostato per la nuova squadra, potrebbe decidere di non firmarla e scegliere altri porti. Tutto è legato a doppio filo all’esito dei colloqui che il patron Massimo Zanetti sta portando avanti in queste settimane per la cessione societaria a fondi esteri: risposte definitive sono attese a strettissimo giro.

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Foto: Virtus.it