Daniel Hackett si racconta a cuore aperto: dal legame profondo con le “Due Torri” al momento tecnico della squadra, fino al desiderio di difendere lo scudetto cucito sul petto. Ecco le sue parole sul futuro e sulla stagione della Virtus Olidata Bologna.
IL FUTURO E IL LEGAME CON BOLOGNA
Daniel, si parla molto del tuo rinnovo. A che punto siamo? «La volontà di continuare insieme c’è. Diciamo che non siamo lontani. Anche perché Victoria, mia figlia, ci tiene tanto. È mia figlia: mi sta facendo una testa così perché vuole che prosegua la mia avventura a Bologna. Le scuole elementari le vuole finire qui…»
Ti saresti mai immaginato così integrato in questa realtà, nonostante il tuo passato sportivo? «Non ci avevo mai pensato. Beh, il termine conquistato mi sembra eccessivo. Diciamo che è stato apprezzato il mio modo di stare in campo: do tutto. Non mi sono mai nascosto. Credo che la gente mi apprezzi per questo. Accettando anche i difetti. Poi vincere aiuta».
L’idea è quella di chiudere la carriera in maglia bianconera? «Perché, non si era ancora capito? Bisognerà parlare con mia figlia Victoria. Ma forse è già la mia militanza più consistente. Sono qua da quattro anni. Arrivavo da Mosca, dove mi sono fermato per tre stagioni e mezzo».
LA CRISI E IL CAMBIO IN PANCHINA
La squadra ha attraversato un inverno difficile, segnato da otto sconfitte e molti infortuni. Come state oggi? «In ripresa. Ci siamo lasciati alle spalle un periodo duro, difficile. Con un cambiamento notevole. Paura che il periodo nero non finisse no. Ma lo sconforto c’era. Un momento delicato arrivato in una situazione altrettanto delicata. Non cerco e non cerchiamo scuse. Sapevamo che solo da noi poteva arrivare la scossa».
Quanto hanno pesato le assenze nel momento cruciale? «A dicembre ci siamo trovati senza lunghi. A febbraio senza esterni. Ma ci stiamo riprendendo. È rientrato Pajola, che porta energia in campo, ma anche nello spogliatoio. Non è un discorso di gradi, ma di esperienza. Quindi toccava a Pajola, a me, a Vildoza, allo stesso Edwards. Gente che conosce bene l’Eurolega. L’esempio doveva partire da noi. Ma sia chiaro… Volevamo dare l’esempio. Ma lo spogliatoio era tutt’altro che rassegnato. Consapevole delle difficoltà, ma deciso a reagire».
L’esonero di Dusko Ivanovic e l’arrivo di Nenad Jakovljevic: cosa è cambiato per te? «[Jakovljevic] ha tolto quantità, aggiungendo qualità al mio lavoro. Allungarmi la carriera con l’intensità dei suoi [di Ivanovic] allenamenti, sarebbe stato difficile. Ma giocando al fianco di un altro playmaker posso dare qualcosa in più. Il cambiamento è stato improvviso. Non ce l’aspettavamo. È arrivato nel momento peggiore. Non eravamo al top, c’erano assenze importanti. Abbiamo affrontato squadre che, in quel frangente, correvano tanto. Acuendo i nostri problemi».
Com’è stato l’impatto con il nuovo coach? «Nenad è stato super. All’interno dello spogliatoio ci ha fatto sentire la sua fiducia. Questo è stato fondamentale. Quella vittoria [con Cantù] ha riacceso la luce».
I COMPAGNI E GLI OBIETTIVI
Un commento sui nuovi arrivati e sui compagni che rientrano. «Su Dos Santos: tanto brio, il sorriso, la gioia brasiliana. È ancora un po’ timido nello spogliatoio. Ma in campo si fa già sentire. Su Edwards: dobbiamo metterlo in condizione di prendere tiri puliti. Non è facile perché tutte le difese collassano su di lui. È un giocatore di quantità. Ma quando è in giornata non ce n’è per nessuno. Vildoza e Morgan? Sappiamo quanto contino. Li vogliamo con noi».
Il primo posto e lo scudetto: quali sono le prospettive? «Parleremo del primo posto quando avremo la certezza del primato. In passato magari non è stato fondamentale. Ma io, se posso avere la bella in casa, sono più contento. Lo scudetto? Ce l’abbiamo sul petto. Dobbiamo fare il possibile per difenderlo. Poi sappiamo che Milano è tosta. Che Venezia, Brescia, Tortona e la stessa Trieste sono squadre di valore. Ma noi siamo la Virtus. Vogliamo difendere quel trofeo».
Infine, un pensiero per i tifosi della Virtus. «Se posso, a loro, dico grazie. Non ci hanno mai voltato le spalle. Nemmeno quando eravamo nella m… In trasferta ci hanno seguito, all’Arena ci hanno spinto. Ci hanno sempre incoraggiato. Eccezionali. Posso solo dire grazie».
👉 Non perderti l’offerta Amazon Prime, puoi iscriverti gratuitamente e godere dei vantaggi per 30 giorni. Puoi annullare l’abbonamento in qualsiasi momento. [Scopri di più qui!]
RICEVI LE NEWS SU WHATSAPP | RICEVI LE NEWS SU TELEGRAM

Ultime news:
- Playoff 2026, Virtus Bologna: sarà l’Aquila Trento l’avversaria nei quarti di finale
- Serie A, il tabellone dei Playoff Scudetto 2026
- Virtus Bologna: i disponibili e gli assenti contro la Pallacanestro Varese
- Virtus Bologna-Varese: recuperato Vildoza, assenti ancora Morgan e Accorsi
- Serie A, Virtus Bologna-Pallacanestro Varese: orario, canale tv, diretta e repliche
- LBA Serie A 2025/26, 30ª Giornata: calendario e programma
- Virtus Bologna, recuperato Luca Vildoza: il playmaker c’è contro Varese
- Virtus Bologna-JD Notae: un matrimonio solo rimandato?
- Virtus Bologna: si pensa al ritorno di Amar Alibegovic?
- Playoff, Fortitudo Bologna-Avellino Basket 76-58: le pagelle di Gara 1
Foto: Virtus.it
