La Virtus Bologna cambia pelle: gioventù e sostenibilità finanziaria per l’era Mumbrù

Rivoluzione verde alla Virtus Bologna sotto la guida di coach Alex Mumbrù: ufficiale un mercato low cost di qualità tra firme, addii pesanti e rumors.

Nuovo ciclo competitivo e sostenibile per la Virtus Bologna della stagione 2026/27. Con l’arrivo in panchina di coach Alex Mumbrù, il club avvia un profondo restyling basato sulla linea verde e sulla razionalizzazione del budget, tra colpi ufficiali e trattative in chiusura.

Sotto le Due Torri è tempo di grandi manovre e la Virtus Bologna sta ridisegnando in modo profondo la propria pelle per la stagione 2026/27. L’obiettivo della dirigenza è chiaro: inaugurare un nuovo ciclo competitivo che sarà composto da giocatori sensibilmente più giovani e, soprattutto, improntato alla sostenibilità finanziaria. Sul mercato, infatti, non si spenderanno più le cifre importanti investite nelle passate stagioni, e i nuovi acquisti ufficializzati finora vanno già esattamente in questa direzione di ringiovanimento e razionalizzazione del budget. Questo nuovo corso è stato affidato a una nuova guida tecnica di assoluto spessore europeo, identificata in coach Alex Mumbrù. L’attuale Commissario Tecnico della nazionale tedesca ha sposato il progetto bianconero con un accordo biennale, e a sua disposizione troverà un nucleo di conferme importanti.

La continuità azzurra è garantita dai rinnovi annuali di due pilastri come Daniel Hackett, chiamato a portare la sua consueta leadership ed esperienza, e Momo Diouf, reduce da un’annata estremamente solida tra campionato ed Eurolega. Oltre a loro, la Virtus può contare sui contratti già in essere di Derrick Alston Jr., Saliou Niang (ma in un’uscita), Abramo Canka e del centro Aliou Diarra, tutti legati al club fino al 30 Giugno 2027, senza dimenticare il giovane talento Francesco Ferrari, blindato addirittura fino al 30 Giugno 2028, e Luca Vildoza, il cui accordo prevede un’opzione per la stagione 2027/28 anche se la sua permanenza è tutt’altro che scontata.

Il mercato in entrata, specchio fedele di questa nuova filosofia verde e sostenibile, ha già registrato colpi ufficiali capaci di portare una forte scossa di energia senza pesare eccessivamente sulle casse societarie. Fino al 30 giugno 2028 si sono infatti legati alla Virtus diversi volti nuovi di spicco: Tommaso Baldasso, arrivato da Tortona con un biennale dopo un’ottima stagione realizzativa, e Davide Casarin, futuribile regista reduce da un campionato super a Cremona condito da oltre 5 assist a partita. A loro si aggiungono due scommesse internazionali giovani e intriganti: l’ala svedese Bo Klintman, prelevato dai Detroit Pistons con un accordo “1+1” che prevede precise finestre di uscita per la NBA, e la guardia americana Rasheed Bello, classe 1998, che ha dominato l’ultima BNXT League e la FIBA Europe Cup con le sue spiccate doti realizzative.

Naturalmente, una ricostruzione così profonda passa inevitabilmente dai saluti e dalla naturale scadenza di molti contratti onerosi della vecchia gestione. Hanno ufficialmente salutato Bologna sia Yago Dos Santos, tornato in Brasile per vestire la maglia del Flamengo, sia Carsen Edwards, che ha scelto la Lituania accasandosi allo Zalgiris Kaunas. Ma i veri tormentoni estivi riguardano le altre possibili uscite. La bandiera Alessandro Pajola ha detto addio da Bologna dopo 11 stagioni, con la Stella Rossa Belgrado in pole position seguita a ruota dal Real Madrid e dalle nuove realtà romane, mentre per Luca Vildoza si parla già di una possibile risoluzione consensuale del contratto. Lasciano le Due Torri anche Matt Morgan, corteggiato dall’Aris Salonicco, Nicola Akele, promesso sposo dell’Olimpia Milano, Alen Smailagic, ormai fuori dai piani tecnici, e il giovane Saliou Niang, pronto a tentare l’avventura oltreoceano in NCAA a Louisiana State University. Per il giovane Matteo Accorsi si prospetta invece la firma su un pluriennale prima di essere girato in prestito a Pesaro.

Con così tanti movimenti in uscita, i radar degli uomini di mercato bianconeri sono accesissimi per completare la rosa sotto la stella polare del nuovo low cost di qualità. Per il pacchetto italiani sono ormai tramontate o molto fredde le piste che portavano a profili come Alibegovic, Maretto, Treier e Strautins, motivo per cui si valuta la promozione interna di giovani del vivaio come Livio Berlingeri o Matteo Baiocchi. Sul fronte degli stranieri, invece, le idee sono chiarissime e coerenti con il budget: sotto canestro l’accordo è totale per Kevin Kokila, lungo angolano che verrà opzionato dal Dubai Basketball e girato subito in prestito alla Virtus. Per la cabina di regia titolare la trattativa è ormai in dirittura d’arrivo con il canadese Marcus Carr, reduce da una grande stagione in Bundesliga a Würzburg. Infine, si cerca una guardia di peso: la Virtus ha presentato un’offerta ufficiale a DJ Steward, protagonista nell’ultima stagione a Trento, ma sul giocatore c’è molta concorrenza ed è pronta un’intera lista di alternative futuribili che va da Jerrick Harding a Umoja Gibson, fino a David DeJulius, mentre appare economicamente fuori portata Chimezie Metu proprio perché legato a parametri finanziari che la Virtus non vuole più assecondare. I tasselli stanno andando al loro posto e la nuova e più sostenibile Virtus targata Alex Mumbrù sta prendendo forma, pronta a far sognare nuovamente i suoi tifosi.

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Foto: Virtus.it

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