LBA – La Virtus Olidata Bologna espugna Sassari 80-73, blinda il primato in classifica e condanna la Dinamo alla retrocessione in Serie A2 dopo 16 anni. Decisivi i 16 punti di Niang e la regia di Pajola.
Cronaca:
La Virtus Olidata Bologna espugna il PalaSerradimigni per 80-73 e mette il sigillo sulla regular season, conquistando il primo posto matematico con un turno d’anticipo. Una vittoria di forza per i bianconeri, che nella ripresa ribaltano il -7 dell’intervallo con un parziale travolgente di 30-15 nel terzo quarto. Per la squadra di coach Dusko Ivanovic si tratta del quinto successo consecutivo, arrivato nonostante le pesanti assenze di Luca Vildoza e Matt Morgan.
Il successo bolognese scrive però il verdetto più doloroso per il basket sardo: la Dinamo Sassari retrocede ufficialmente in Serie A2 dopo 16 anni consecutivi nella massima serie. Non bastano ai padroni di casa i 15 punti di Daryl Macon e i 13 di Nick McGlynn per evitare il baratro. Il pubblico del PalaSerradimigni saluta con commozione un ciclo storico che ha portato in Sardegna uno scudetto e trofei nazionali ed europei.
A trascinare l’Olidata è la prova di spessore di Saliou Niang, top scorer con 16 punti e autore della schiacciata che ha chiuso i giochi. Fondamentale il contributo di Alessandro Pajola (12 punti) e la regia di Yago Dos Santos (11), capaci di alzare l’intensità difensiva nel momento cruciale. Segnali positivi anche sotto canestro da Momo Diouf (11 punti) e Aliou Diarra, mentre resta più in ombra Alen Smailagic. Bologna guarda ora ai playoff dalla vetta, Sassari ripartirà tra gli applausi e le lacrime.
Tabellino:
Parziali: 13-14; 37-30 (24-16); 52-60 (15-30); 73-80 (21-20)
- Banco di Sardegna Sassari: Marshall Jr. 9, Buie 9, Macon 15, Zanelli 8, Seck, Beliauskas 4, Ceron 7, Casu, Vincini, Mezzanotte 2, Thomas 6, Mcglynn 13. Coach Mrsic.
- Virtus Olidata Bologna: Edwards 8, Pajola 12, Niang 16, Smailagic, Alston Jr. 3, Hackett 8, Ferrari, Diarra 6, Jallow 5, Diouf 11, Akele, Yago 11. Coach Jakovljevic.

Highlights:
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Pagelle:
Carsen Edwards, voto 5.5: Serata storta. Se al tiro il ferro respinge quasi tutto (1/7 dall’arco), è dietro che soffre tremendamente il primo passo degli esterni avversari. Meglio come “incitatore” dalla panchina che sul parquet.
Alessandro Pajola, voto 7.5: È il termometro della squadra. Nel primo tempo erige un muro difensivo invalicabile (4 rubate), poi sale in cattedra nella gestione dei ritmi e trova punti pesanti (12) per chiudere la pratica. Leader totale.
Saliou Niang, voto 7.5: Parte con le polveri bagnate, ma si trasforma nell’MVP della serata quando la palla scotta. Chiude con 16 punti e una schiacciata acrobatica che mette i titoli di coda al match. Esce tra gli applausi.
Alen Smailagic, voto 5: Passo indietro rispetto alle ultime uscite. Appare lento e poco reattivo nella protezione dell’area, faticando a trovare una collocazione tattica efficace nei pochi minuti concessi.
Derrick Alston Jr., voto 5: Mani freddissime. Non entra mai in ritmo offensivo e vaga per il campo senza trovare la zampata necessaria, eccezion fatta per una tripla isolata.
Daniel Hackett, voto 6.5: Gestione da veterano. Inizia sornione, lasciando spazio ai compagni, per poi colpire con precisione chirurgica nei momenti chiave. Guida la squadra verso la conquista del primo posto con la consueta solidità.
Francesco Ferrari, voto 5.5: Pochi minuti e tanta confusione. Non riesce a sfruttare l’occasione, finendo ai margini della rotazione con qualche errore di troppo in fase di impostazione.
Aliou Diarra, voto 6: Luci e ombre, ma la sostanza c’è. Alterna balzi esaltanti a falli evitabili, ma garantisce quella fisicità vicino al ferro che serve per contenere i padroni di casa.
Karim Jallow, voto 6: Giocatore di utilità nel senso più nobile del termine. Non ruba l’occhio con i tabellini, ma i piccoli accorgimenti difensivi e il senso della posizione gli valgono un prezioso +16 di plus/minus.
Momo Diouf, voto 7.5: Un fattore nel pitturato. Chirurgo dal campo (5/5 da due) e presenza costante a rimbalzo. Quando riceve in post basso, la difesa avversaria non ha contromisure. Chiude con 24 di valutazione.
Nicola Akele, voto 5: Un cameo da dimenticare. In soli tre minuti colleziona errori al tiro e ai liberi, soffrendo la fisicità avversaria. Il parziale negativo durante la sua permanenza in campo pesa sul giudizio.
Yago Dos Santos, voto 6.5: Entra e spacca la partita con il suo cambio di passo. Anche se a volte innamorato del pallone, le sue accelerazioni e i canestri di fantasia (11 punti) garantiscono il miglior plus/minus della serata (+17).
Coach Nenad Jakovljević, voto 7: Vince la partita negli spogliatoi durante l’intervallo. Dopo un avvio soft, ridisegna la squadra che rientra con un parziale di 30-15 nel terzo quarto. Gestione dei cambi promossa.
Sala Stampa
Coach Nenad Jakovljevic: “Abbiamo iniziato non benissimo, abbiamo subito l’aggressività di Sassari che ci aspettavamo, cercando di fronteggiarla con troppe soluzioni individuali e non di squadra, ci siamo innervositi. Poi ovviamente la partita dura 40′, la reazione c’è stata, così come la disciplina difensiva e l’energia, soprattutto nel terzo quarto che è quello che ci ha fatto vincere la partita.”
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