EUROLEGA – Notte fonda per la Virtus Bologna, che incassa contro il Baskonia (72-82) l’ottava sconfitta consecutiva tra EuroLeague e campionato. Non bastano i 19 punti di Alston Jr e l’orgoglio di Hackett: i baschi di Galbiati passano alla Virtus Arena e condannano le Vu Nere all’ultimo posto in classifica. In tribuna il nuovo acquisto Yago Dos Santos.
Cronaca:
La Virtus Bologna tocca il punto più basso della sua stagione europea, incassando contro il Baskonia l’ottava sconfitta consecutiva tra EuroLeague e campionato. Il 72-82 finale condanna le Vu Nere al diciottesimo posto in classifica (record 13-24), sorpassate proprio dai baschi che blindano il diciassettesimo posto grazie al 2-0 negli scontri diretti. Nonostante l’emergenza in regia per le assenze di Vildoza, Pajola e Morgan, la squadra di Ivanovic ha mostrato un morale fragile, scivolando subito sul -10 e faticando a trovare continuità offensiva per tutto l’arco del match.
Il tentativo di rimonta nel secondo quarto, guidato dall’energia del giovane Matteo Baiocchi e dai 15 punti di un mai domo Daniel Hackett, ha portato Bologna fino al +2, ma è stata un’illusione passeggera. Il Baskonia di Paolo Galbiati ha ripreso il controllo grazie alla fisicità di Eugene Omoruyi (22 punti) e alla classe di Timothé Luwawu-Cabarrot (19), abile a colpire nei momenti decisivi. Per la Virtus pesa la serata storta di Carsen Edwards, che chiude con 13 punti ma un pessimo 5/18 al tiro e l’uscita anticipata per cinque falli più tecnico.
Tra i fischi della Virtus Arena, le uniche note liete arrivano dai 19 punti di Derrick Alston Jr e dai 10 di Momo Diouf, oltre ai segnali incoraggianti dei giovanissimi. In tribuna, presente in borghese il nuovo acquisto Yago Dos Santos: il playmaker brasiliano è chiamato a una missione complicatissima per ridare ordine a una squadra che sembra aver smarrito la propria identità. Ora il carattere e l’orgoglio, invocati a gran voce dai tifosi al termine della gara, restano gli unici appigli per chiudere la stagione con dignità.
Tabellino:
Parziali: 21-28, 39-44, 53-57, 72-82.
- Virtus Bologna: Baiocchi 2, Edwards 13, Niang 9, Accorsi, Smailagic 2, Alston Jr. 19, Hackett 15, Ferrari 2, Diarra, Jallow, Diouf 10, Akele. Coach Jakovljevic.
- Baskonia Vitoria-Gasteiz: Howard 5, Diakite 11, Nowell, Villar 2, Omoruyi 22, Luwawu-Cabarrot 19, Spagnolo 8, Forrest 8, Radzevicius 2, Frisch 5, Joksimovic. Coach Galbiati.

Highlights:
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Pagelle:
Matteo Baiocchi, voto 6,5: È la nota lieta in una serata grigia. Il diciottenne entra con personalità, portando ordine e una difesa solida che cambia l’inerzia del secondo quarto. Gioca con la maturità di un veterano, chiudendo con un plus/minus di tutto rispetto.
Carsen Edwards, voto 4,5: Un incubo balistico. La sua selezione di tiri è rivedibile (pessime percentuali dal campo) e l’atteggiamento non aiuta: esce per falli dopo un tecnico evitabile. In questo momento è un freno per la fluidità della squadra.
Saliou Niang, voto 6,5: Uomo ovunque e pilastro difensivo. Sfiora la doppia doppia con 9 punti e 9 rimbalzi, confermandosi uno dei pochi a garantire solidità e presenza fisica su entrambi i lati del campo per tutto il match.
Matteo Accorsi, voto s.v.: Pochi istanti in campo, principalmente per gestire i falli dei compagni nel primo tempo. Non giudicabile.
Alen Smailagic, voto 4,5: Apparizione incolore. Parte in quintetto ma non trova mai il ritmo, faticando sia nella costruzione del gioco che nella protezione del ferro. Il suo impatto sulla gara è nullo, come testimonia il pesante passivo nel plus/minus.
Derrick Alston Jr, voto 6: Il tabellino dice 19 punti, ma la prestazione è una sinusoide. Parte forte prendendosi molte responsabilità, ma col passare dei minuti perde lucidità e precisione, eclissandosi nel finale insieme al resto del gruppo.
Daniel Hackett, voto 7: L’anima della squadra. A 38 anni è ancora l’ultimo a mollare, firmando 15 punti e smazzando assist con una leadership commovente. Trascina i compagni fuori dalle secche nel momento peggiore, confermandosi l’unico vero punto di riferimento.
Francesco Ferrari, voto 5,5: Luci e ombre. Se da un lato si spende con umiltà a rimbalzo (6 catturati) e in difesa, dall’altro fatica enormemente a trovare la via del canestro e a restare nel vivo del gioco offensivo.
Aliou Diarra, voto 5: Naufraga nel quintetto iniziale che subisce il parziale decisivo. Pochi minuti e tanta confusione; dopo il primo passaggio a vuoto non viene praticamente più riproposto.
Karim Jallow, voto 5: L’impegno non manca, soprattutto nella metà campo difensiva, ma in attacco la fiducia è ai minimi storici. Resta un lontano parente dell’atleta ammirato a inizio stagione.
Momo Diouf, voto 6,5: Sotto canestro fa la voce grossa con 10 punti e ottime medie. Viene limitato dai falli e, forse, dimenticato troppo spesso dai compagni nel finale, ma la sua prestazione resta ampiamente positiva.
Nicola Akele, voto 5: Entra tardi nelle rotazioni e non riesce a dare la scossa. Qualche rimbalzo recuperato non basta a compensare un impatto troppo timido sulla gara.
Coach Nenad Jakovljevic, voto 5: Gestire una crisi da otto sconfitte di fila non è facile per nessuno, ma il quintetto iniziale e la gestione dei momenti chiave lasciano perplessi. Bravo a lanciare Baiocchi, meno nel trovare contromisure alla serata no dei suoi leader americani.
Sala Stampa
Coach Nenad Jakovljevic: “Abbiamo perso un’altra partita, anche se abbiamo cercato di fare del nostro meglio. Sfortunatamente abbiamo iniziato male la partita con un approccio difensivo sbagliato, avendo concesso 28 punti nei primi 10 minuti: decisamente troppo. Dopo abbiamo fatto certamente meglio, ma non è stato abbastanza per essere competitivi nei 40′ e vincere la partita.
Penso che i nostri siano i tifosi migliori d’Italia. Vengo da un paese come la Serbia nel quale la tifoseria certamente si fa sentire. Credo dunque che il tifo abbia il sacrosanto diritto di dire la propria e contestare pubblicamente la squadra. Questa cosa ci fa sentire male, ma la rispettiamo e ci dà la motivazione per trovare soluzioni che però sappiamo richiedere tempo.
Penso che il problema delle palle perse non sia un problema di approccio ma piuttosto una conseguenza dettata dal fatto che giochiamo senza play.”
CALENDARIO 2025/26 DELLA VIRTUS BOLOGNA | ROSTER VIRTUS BOLOGNA | DIRETTE VIRTUS BOLOGNA
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