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13 Lug 2026, Lun

Virtus Bologna: Carr e Bello firmano la rivoluzione in cabina di regia

Secondo quanto riportato nell’edizione quotidiana de “Il Resto del Carlino”, la Virtus Bologna apre un nuovo ciclo con gli imminenti ingaggi di Marcus Carr e Rasheed Bello. La cabina di regia bianconera cambia pelle e sposa una filosofia nordamericana sotto la guida di Alex Mumbrú, mentre si attendono le ufficialità di Tommaso Baldasso e Kevin Kokila.

La Virtus Bologna cambia pelle e lo fa partendo da uno dei ruoli più delicati, strategici e identitari del proprio sistema di gioco: la cabina di regia. Dopo anni di continuità e di un’impronta fortemente azzurra, il club è pronto ad aprire un nuovo ciclo, sposando una filosofia completamente diversa nella costruzione del roster. Come evidenziato nell’edizione quotidiana de “Il Resto del Carlino”, gli imminenti ingaggi dei playmaker Marcus Carr e Rasheed Bello segnano una netta linea di demarcazione con il recente passato.

Per tante stagioni la guida della squadra è passata dalle mani di Alessandro Pajola e Daniel Hackett, una coppia tutta italiana che ha rappresentato un simbolo di solidità ed esperienza ai massimi livelli europei. Il recente rinnovo di Hackett conferma il valore del veterano all’interno dello spogliatoio, ma i dettagli emersi sulla stampa locale chiariscono come il suo ruolo tecnico stia cambiando. Il playmaking puro non sarà più il suo compito principale: il numero 23 è destinato a mettere a disposizione leadership, difesa ed esperienza in una dimensione tattica diversa rispetto al passato. Anche la stagione appena conclusa aveva già dato alcuni segnali in questa direzione con l’arrivo di Luca Vildoza, chiamato a portare creatività e punti in regia. L’argentino, però, salvo sorprese dell’ultima ora, è destinato a salutare Bologna dopo una sola annata.

Il nuovo corso targato Alex Mumbrú e Paolo Ronci sembra invece avere idee molto precise e profili ben identificati. La Virtus è infatti vicina ad affidare le chiavi della squadra a Marcus Carr e Rasheed Bello, con il giovane Davide Casarin (attualmente impegnato con la Nazionale) sullo sfondo e pronto a ritagliarsi uno spazio importante nel reparto esterni.

Carr e Bello raccontano molto della nuova identità atletica e tecnica che la società vuole costruire sotto le Due Torri. Il primo è canadese di Toronto, il secondo statunitense di Chicago, Illinois: una coppia nordamericana per guidare la Virtus del futuro. Si tratta di due profili individuati e seguiti da tempo dalla dirigenza, già nei radar bianconeri durante la scorsa stagione, quando gli infortuni nel reparto guardie avevano costretto il club a valutare diverse soluzioni sul mercato di riparazione. Operazioni che allora non trovarono uno sbocco concreto, ma che oggi sono tornate d’attualità fino a trasformarsi in obiettivi reali e ormai in dirittura d’arrivo.

Bello è stato uno dei primissimi colpi impostati dalla dirigenza per la nuova stagione. Per Carr, invece, si tratterebbe anche di inserire un piccolo tassello nella storia del club bolognese. L’ormai ex giocatore del Wurzburg diventerebbe infatti il terzo canadese a vestire la maglia della Virtus: il primo fu Bill Wennington, nato a Montreal e campione d’Italia con la squadra di Ettore Messina nel 1993, mentre il secondo fu Carl English, protagonista della stagione 2005-06, la prima dell’era Sabatini in Serie A con Zare Markovski in panchina (senza dimenticare il precedente di Dejan Kravic, serbo di nascita ma in possesso del passaporto canadese).

L’affare Carr è ormai ai dettagli e la sensazione condivisa dagli addetti ai lavori è che la fumata bianca possa arrivare in tempi piuttosto rapidi, andando così a chiudere uno dei dossier principali dell’estate virtussina. Sistemata la cabina di regia, la Virtus può ora concentrare le proprie attenzioni sugli ultimi innesti del roster per completare gli altri reparti.

Nello scacchiere dei bolognesi, per lo spot di guardia di passaporto italiano, a Tommaso Baldasso manca ormai soltanto il timbro dell’ufficialità. Sotto canestro, invece, il roster prevede l’inserimento del centro Kevin Kokila, che si dividerà i minuti nel pitturato insieme ad Aliou Diarra e al confermato Momo Diouf.

Le priorità del mercato in entrata riguardano adesso la guardia titolare e il profilo da inserire nel reparto delle ali. Mumbrú e Ronci sono attivamente al lavoro per individuare l’elemento per lo spot di ala, con la ricerca orientata verso un giocatore capace di integrarsi al meglio con Derrick Alston Junior e di completarne le caratteristiche. L’identikit porta verso un elemento versatile in grado di ricoprire sia il ruolo di numero quattro sia quello di numero tre, garantendo così grande flessibilità tattica e permettendo al coach di alternare quintetti differenti in base alle esigenze della partita e agli accoppiamenti con gli avversari.

Nel frattempo, sul fronte interno, sono arrivate anche le ufficialità di due rinnovi considerati altamente strategici dal club: quelli di Momo Diouf e di Daniel Hackett, due pedine ritenute fondamentali sia per gli equilibri tecnici sul parquet sia per la leadership all’interno dello spogliatoio. Resta infine da definire il tassello del sesto italiano. La direzione intrapresa sembra però piuttosto chiara: la Virtus preferirà la scelta di un profilo giovane e di prospettiva, in grado di crescere all’interno del progetto a lungo termine, piuttosto che quella di un veterano destinato ad avere poco spazio e un ruolo marginale nelle rotazioni stagionali.

Più che un semplice cambio di interpreti, quello della Virtus appare come un vero cambio di paradigma: nuove idee, maggiore atletismo e una nuova geografia della regia per inaugurare un ciclo che guarda al futuro della Euroleague e della Serie A senza rinnegare il proprio passato.

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Foto: Virtus.it