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13 Lug 2026, Lun

SOCIETÀ – Doppio binario in casa Virtus Bologna. Mentre il dg Paolo Ronci ridisegna il roster da affidare ad Alex Mumbrú puntando su un’età media più bassa, il presidente Massimo Zanetti gestisce i fronti societari: si cerca un unico main sponsor per LBA ed Eurolega e si valutano due fondi per il futuro.

In casa Virtus Bologna le grandi manovre per la nuova stagione si sviluppano parallelamente su due fronti ben distinti ma ugualmente cruciali. Da una parte c’è il campo, con il direttore generale Paolo Ronci impegnato a plasmare il nuovo roster da affidare alla guida tecnica di coach Alex Mumbrú. Dall’altra, la scrivania, dove il presidente Massimo Zanetti e l’amministratore delegato Marco Comellini gestiscono i dossier societari più caldi, legati a doppio filo all’ingresso dei fondi d’investimento e al futuro del main sponsor.

Sul fronte del mercato, la Vu nera ha già impostato una netta linea di rottura con il passato, sposando la politica della linea verde per abbassare l’età media del gruppo e arginare l’incognita infortuni. Blindato il nucleo composto da Hackett, Ferrari, Alston Junior, Diouf e Diarra, la dirigenza ha già inserito innesti di spessore come Casarin, Baldasso, Bello e Klintman. Prima di completare l’organico con la caccia a una o due guardie, un’ala e l’eventuale sesto italiano (con Baiocchi e Berlingeri pronti a un ruolo maggiore), Ronci dovrà gestire le uscite di Vildoza, Jallow e Smailagic, oltre a formalizzare gli arrivi di Carr e Kokila. In uscita anche Saliou Niang, ormai promesso sposo del palcoscenico NCAA.

Se le questioni di campo corrono veloci, le decisioni societarie non hanno scadenze imminenti e i discorsi con i partner commerciali entreranno nel vivo a fine mese. L’obiettivo primario di Zanetti è chiaro: dopo la stagione appena conclusa, la Virtus vuole tornare ad avere un unico main sponsor che vesta la canotta sia in Serie A che in Eurolega. Il bilancio annuale con Olidata è stato soddisfacente, ma la volontà è quella di trovare un accordo globale di alto profilo che valorizzi il marchio senza svenderlo.

Sullo sfondo restano poi le trattative con due fondi d’investimento interessati a entrare nel club. Il patron bianconero ha ribadito la volontà di mantenere il timone fino all’inaugurazione del nuovo palazzetto (prevista per novembre), ma l’ingresso stabile nell’élite di Eurolega comporterà un investimento da 5 milioni di euro all’anno per le prossime dieci stagioni. Una spesa necessaria per incrementare l’appeal internazionale di una Virtus che, dopo aver mancato la finale scudetto dopo cinque anni, vuole presentarsi ai nastri di partenza con ambizioni immutate.

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Foto: Virtus.it