Mancano due settimane all’inizio del raduno della Virtus Bologna alla palestra Porelli, ma la nuova stagione dei bianconeri parte subito in salita a causa delle assenze per le nazionali. Tra gli azzurri Tommaso Baldasso e Francesco Ferrari, i convocati Aliou Diarra, Bobi Klintman e Kevin Kokila (rispettivamente con Mali, Svezia e Angola) e il neo coach Alex Mumbrù alla guida della Germania, i primi giorni di lavoro richiederanno molta pazienza. Per farsi trovare pronti al debutto in LBA Serie A e in EuroLega, di fronte a una concorrenza sempre più agguerrita, la firma del Corriere dello Sport Luca Muleo ha individuato tre fattori chiave – tecnico-tattici e mentali – su cui la giovane squadra bolognese dovrà necessariamente fare leva.

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La prima mossa riguarda la regia, chiamata a trovare un’identità chiara dopo la fine dell’era di Alessandro Pajola, il cambio di collocazione tattica di Daniel Hackett e la parentesi deludente di Luca Vildoza. Le chiavi dell’attacco saranno affidate principalmente a Marcus Carr e Rasheed Bello, con il supporto di Trent Frazier: una staffetta pensata per orchestrare le operazioni sul parquet mantenendo ritmi costantemente elevati, sfruttando al massimo la velocità e l’atletismo di un roster decisamente rinnovato e affamato.
La seconda sfida è legata alla personalità e alla costruzione di una nuova leadership. Salutati i grandi senatori del passato come Milos Teodosic, Marco Belinelli e Toko Shengelia, il gruppo dovrà trasformare l’incoscienza giovanile in maturità competitiva. In un collettivo dove molti stranieri sono debuttanti a questi livelli, un ruolo primario nel trascinare i compagni e trasmettere il valore della maglia bianconera spetterà anche al blocco italiano, guidato da confermati come Francesco Ferrari e Momo Diouf.
Infine, il terzo snodo cruciale riguarda il reparto dei lunghi e il controllo dei rimbalzi, da sempre ago della bilancia per le fortune delle Vu Nere. La formula per proteggere l’area si poggia sull’energia e sulla freschezza di tre centri classe 2001, chiamati a garantire tenuta difensiva, presenza fisica sotto canestro e la capacità di creare soluzioni alternative per gli esterni. Se queste tre tessere andranno al loro posto, la Virtus avrà gettato le basi fondamentali per affrontare da protagonista la nuova annata.
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Foto: Virtus.it





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