LBA SERIE A – L’Olimpia Milano supera 74-63 la Virtus Bologna all’Unipol Forum. Le Vu Nere perdono il derby d’Italia ma anche la vetta della classifica.
Serata da dimenticare per la Virtus Bologna, che esce sconfitta dall’Unipol Forum nel derby d’Italia contro l’Olimpia Milano e paga un conto pesante sia sul parquet sia in classifica. Il 74-63 finale premia l’EA7 Emporio Armani, più lucida nei momenti decisivi, mentre i bianconeri vedono sfumare la vetta della Serie A, complice anche il successo della Germani Brescia su Varese.
Eppure, per come si era messa la partita, l’occasione per Bologna era enorme. Milano si presentava all’appuntamento con una rotazione ridottissima, appena nove senior a referto e scelte praticamente obbligate per coach Poeta. La Virtus, invece, non è riuscita a sfruttare il momento, alternando buone fasi di gioco a lunghi blackout che hanno finito per indirizzare la gara.
Cronaca:
Primo quarto:
L’avvio premia la Virtus, che parte con decisione grazie alla tripla di Smailagic e alle incursioni di Vildoza (0-5). Milano però reagisce subito: Shields e LeDay colpiscono in transizione, mentre Brooks accende il Forum con una tripla pesante che vale il primo sorpasso. L’Olimpia prende fiducia, sfrutta la fisicità di Nebo nel pitturato e allunga progressivamente. Non bastano i tentativi di Pajola e Niang a contenere l’inerzia biancorossa: le triple di Brooks e le schiacciate di Nebo permettono a Milano di chiudere il primo periodo sul 21-11.
Secondo quarto:
Brooks continua a essere un rebus per la difesa bolognese, segnando subito in penetrazione, ma la Virtus prova a rientrare con Edwards e Smailagic dall’arco. Niang porta energia sotto canestro, mentre Edwards sale di colpi e guida la rimonta bianconera. Dopo il massimo vantaggio Olimpia sul +12, Bologna piazza un parziale importante: i liberi di Niang e una tripla spettacolare di Edwards valgono il riaggancio sul 31-31. Shields ed Ellis tengono avanti Milano, ma ancora Edwards risponde, fissando il punteggio all’intervallo in perfetta parità: 35-35.
Terzo quarto:
La ripresa si apre con una Virtus aggressiva, che trova ritmo dall’arco con Vildoza e prova a mettere la testa avanti. Milano però resta lucida: Brooks colpisce ancora da tre, LeDay domina sui due lati del campo e Shields si esalta nel gioco a due con Nebo. L’Olimpia prende progressivamente il controllo del match, piazzando un break importante grazie all’atletismo di Nebo e alla continuità offensiva di Shields e LeDay. La tripla finale di Brooks chiude il terzo periodo sul 58-49 per i padroni di casa.
Quarto quarto:
Milano gestisce con maturità il vantaggio nell’ultimo periodo. Akele e Jallow provano a scuotere la Virtus con canestri pesanti e liberi, ma Shields risponde puntualmente, mentre Ellis e Nebo capitalizzano ogni errore bolognese. Bologna tenta l’ultimo assalto con Vildoza e Jallow, ma Brooks e Nebo chiudono definitivamente i conti dalla lunetta. L’Olimpia controlla senza affanni i minuti finali e porta a casa la vittoria per 74-63.
Tabellino:
Parziali: 21-11; 35-25 (14-24); 58-49 (23-14); 74-63 (16-14).
- EA7 Emporio Armani Milano: Ellis 3, Ceccato, Booker, Brooks 23, LeDay 14, Ricci, Bandirali, Chouenkam, Guduric 8, Shields 12, Nebo 14, Totè. Coach Poeta.
- Virtus Olidata Bologna: Vildoza 13, Edwards 11, Pajola 2, Niang 10, Accorsi, Smailagic 12, Alston Jr., Hackett 2, Diarra, Jallow 5, Diouf 1, Akele 7. Coach Ivanovic.

Highlights:
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Pagelle:
Luca Vildoza, voto 6,5: l’unico davvero continuo per tutta la partita. Meno playmaking del solito, ma più responsabilità offensive ben gestite. Utile anche dietro, è il riferimento costante della squadra. Senza Morgan era inevitabile chiedergli più punti che assist.
Carsen Edwards, voto 5-: parte forte ma si spegne presto. Dopo il secondo quarto forza troppo e sprofonda in una serata di percentuali pessime. Le difficoltà viste di recente si confermano.
Alessandro Pajola, voto 5,5: solido e prezioso in difesa, come sempre. Fa tante cose giuste, ma il tiro da tre continua a non entrare e questo lo penalizza molto nell’impatto complessivo.
Saliou Niang, voto 6: ottimo primo tempo fatto di atletismo, tagli e presenza a rimbalzo. Nella ripresa cala e fatica a restare dentro la partita, ma la prova resta sufficiente.
Matteo Accorsi, senza voto: a referto ma non entra in campo.
Alen Smailagic, voto 6: buone soluzioni offensive e punti importanti, ma concede troppo in difesa, soprattutto in area. Prestazione in equilibrio tra luci e ombre.
Derrick Alston Jr, voto 5-: mai davvero in partita. Soffre fisicamente in difesa e non lascia tracce in attacco. Prestazione nettamente insufficiente.
Daniel Hackett, voto 5,5: qualche buon spunto iniziale, poi l’energia cala. Errori al tiro e difficoltà nel tenere il campo, con un impatto negativo nei minuti giocati.
Karim Jallow, voto 5,5: uno degli ultimi ad arrendersi, ma resta poco continuo. L’antisportivo nel momento chiave pesa molto sull’andamento della gara.
Momo Diouf, voto 5: lotta a rimbalzo e ci mette impegno, ma va spesso in difficoltà contro gli avversari e in attacco sbaglia troppo. Serata complicata.
Nicola Akele, voto 6,5: pochi minuti ma grande sostanza. Porta energia, punti e rimbalzi adattandosi a più ruoli. Tra i più positivi per rendimento.
Coach Dusko Ivanovic, voto 5,5: le Vu Nere avevano una grossa occasione di mettere le spalle al muro Milano e dare un segnale forte anche a Brescia. Brutto approccio, buona rimonta ma poi black-out non concepibile. I bianconeri non hanno mai dato l’impressione di poter vincere questo derby d’Italia.
Sala Stampa
Coach Dusko Ivanovic: “Questa sera devo fare i complimenti all’Olimpia perché ha meritato. Loro hanno giocato maggiormente come squadra e con maggiore aggressività. Noi dovevamo fare meglio in difesa e trovare soluzione offensive e girare più velocemente e meglio la palla.
Il momento in cui è cambiata la partita? Il momento decisivo è stato quando avevamo preso +7 di vantaggio e abbiamo perso la palla ed è stato fischiato l’antisportivo. Dopo questo momento abbiamo subito 5 punti e loro hanno preso la fiducia ed energia per ribaltare la partita.
Morgan? Domani vedremo cosa sarà questo dolore alla mano e di che entità.”
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