SERIE A – La Virtus Bologna si qualifica alle semifinali playoff: le Vu Nere battono la Reyer Venezia per 86-84 nella decisiva Gara 5.
Cronaca:
Un match spettacolare, equilibrato e vibrante fino all’ultimo secondo. La Virtus Bologna supera la Reyer Venezia 86-84 al termine di una sfida intensa, fatta di break, contro-break e giocate individuali da fuoriclasse. A decidere la partita sono Daniel Hackett e Tornike Shengelia, con due giocate pesantissime nel momento clou, mentre la Reyer può recriminare per aver sprecato il possesso decisivo.
La partita: L’avvio è segnato dai canestri dall’angolo di Wiltjer e da un jumper di Kabengele, che accendono gli orogranata. Ma Bologna risponde subito con un gioco da tre punti di Cordinier e sei punti di puro carattere di Hackett, che firma il sorpasso sul 9-7. La Reyer non si fa intimidire e resta agganciata grazie a Parks e Wheatle, ma Pajola accende il pubblico con due triple consecutive che valgono il primo vero mini-allungo Virtus (22-17). Prima della sirena, però, Casarin intercetta e converte in contropiede per il 22-21 dopo 10 minuti.
Nel secondo quarto, la partita resta su binari di equilibrio. Le accelerazioni di Morgan e Diouf vengono neutralizzate da una bomba di Parks e da una schiacciata spettacolare di Ennis. Venezia tocca anche il +2 (34-36), ma la Virtus reagisce con grande energia grazie alle penetrazioni di Cordinier e Morgan, e soprattutto con una tripla di Pajola che chiude il primo tempo sul 41-39.
La ripresa si apre con una bomba dall’angolo di Kabengele e un gran recupero difensivo, ma ancora una volta è Hackett a suonare la carica con un fade-away e una tripla. Parks risponde con la stessa moneta e Wheatle tiene viva la sfida con colpi dalla distanza. La Reyer prova a piazzare il break grazie a un floater di McGruder, una tripla di Taylor e un gioco da tre punti di Tessitori che vale il +6 ospite (57-63).
La Virtus però non ci sta: Pajola centra una tripla fondamentale, Morgan capitalizza i liberi, e poi Clyburn impatta con due giocate di qualità per il 65-65 al 30’.
Venezia parte forte negli ultimi 10 minuti con Casarin protagonista su entrambi i lati del campo. L’Umana tocca anche il +9 (65-74), ma il match è tutt’altro che chiuso. La Virtus reagisce con l’esperienza: Hackett e Shengelia segnano dalla lunetta e Morgan trova due triple pesantissime che riportano la Segafredo a contatto.
La Reyer si affida ancora a Ennis, che si carica la squadra sulle spalle con due giochi da tre punti. Ma Hackett è immenso: tripla con fallo subito e sorpasso Virtus (82-81). Dopo un altro botta e risposta, con Shengelia glaciale ai liberi e poi autore del semigancio del +2, l’ultima occasione è per Kabengele. Il suo tiro da tre si ferma sul primo ferro: finisce 86-84 per la Virtus Bologna.
Tabellino:
Virtus Segafredo Bologna vs Umana Reyer Venezia: 86- 84
(Q1 22 – 21; Q2 41 – 39; 65 – 65)
Virtus Segafredo Bologna: Cordinier 13, Belinelli, Pajola 12, Clyburn 7, Taylor 3, Shengelia 7, Hackett 21, Morgan 14, Polonara, Diouf 7, Zizic, Akele 2. Coach: Ivanovic.
Umana Reyer Venezia: Tessitori 9, McGruder 4, Lever ne, Munford 5, Casarin 9, Fernandez ne, Moretti, Ennis 16, Kabengele 11, Parks 18, Wheatle 9, Wltjer 3. Coach: Spahija
Highlights:
Pagelle:
Isaïa Cordinier 6,5 – Parte benissimo, mostrando grande intensità fisica e segnando in penetrazione. È tra i protagonisti dell’avvio Virtus, ma l’entusiasmo si spegne presto a causa dei falli che lo costringono a sedersi in panchina e uscire anzitempo dalla partita.
Marco Belinelli 5 – Gioca solo qualche minuto nel primo quarto, senza riuscire a incidere. Non torna più in campo e conferma il suo momento di scarsa centralità nel sistema Virtus, ormai ai margini delle rotazioni di Ivanovic.
Alessandro Pajola 7,5 – Prestazione totale. È lui a tenere a galla la Virtus Bologna nel momento di massima difficoltà offensiva, segnando 4 triple su 6 tentativi. Ma è soprattutto in difesa che costruisce la sua serata d’oro, con un lavoro instancabile su tutti gli esterni veneziani. Leader silenzioso, ma fondamentale.
Will Clyburn 5- – Completamente fuori fase. Non entra mai in partita, appare distratto e poco coinvolto. Da un giocatore con il suo pedigree e la sua esperienza ci si aspetta ben altro, soprattutto in una gara 5 da dentro o fuori.
Brandon Taylor 6 – Solido e concreto, a parte una palla persa piuttosto banale. Fa girare bene la squadra, mostra visione di gioco e qualità nel passaggio, anche se i compagni non sempre sfruttano le sue letture.
Tornike Shengelia 7,5 – Rientra a sorpresa, in condizioni tutt’altro che ottimali, ma cambia radicalmente la partita. Ivanovic lo inserisce sul -9 a 5 minuti dalla fine e lui risponde da fuoriclasse: 7 punti in 3 minuti e tanta intensità. Eroe inatteso.
Daniel Hackett 8+ – Il vero MVP della serata. Guida la Virtus con carisma e intelligenza, non sbaglia quasi nulla e segna 21 punti, tra cui il canestro da quattro punti che ribalta l’inerzia e indirizza la gara. È il cuore pulsante della squadra.
Matt Morgan 7 – Non è un difensore naturale, e si vede, ma in attacco fa malissimo a Venezia. Chiude con 14 punti e due triple pesanti nel momento decisivo. Letale quando conta.
Achille Polonara 5 – Rientrato dopo la febbre, appare lontano dalla migliore condizione. In campo fatica a trovare ritmo e incide poco o nulla sul piano del gioco.
Momo Diouf 7 – Si prende cura di Kabengele con grande dedizione. Non sempre riesce a contenerlo, ma non molla mai un centimetro. Serata di grande impegno e generosità.
Ante Zizic 4,5 – Giornata negativa per lui. Contro Tessitori va in netta difficoltà, subisce troppo e non riesce a farsi valere né in attacco né in difesa. Da rivedere.
Nicola Akele 7 – Prezioso nel finale, inserito nel “quintetto difensivo” voluto da Ivanovic. Fa un lavoro oscuro ma fondamentale, portando energia e attenzione su ogni possesso.
Sala Stampa
Coach Dusko Ivanovic: “Partita durissima, ma eravamo pronti. Abbiamo giocato contro una squadra forte che ha giocato molto bene, complimenti a Venezia. Abbiamo messo intensità e pazienza, puntiamo a vincere e dovevamo giocare così. Toko stamattina mi ha supplicato di farlo giocare, io avevo dei dubbi, ma lui ha continuato a dirmi “Voglio giocare, voglio giocare” e lui ci ha dato nel finale delle opzioni in più in attacco. Pajo e Daniel hanno giocato molto bene, anche nel tiro da tre punti, ma tutte le nostre point guard hanno fatto bene”
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