La Virtus Bologna perde alla Virtus Arena contro la Dolomiti Energia Trentino per 84-87 in Gara 2 dei quarti di finale dei Playoff LBA Unipol 2026: ecco le pagelle ai giocatori bianconeri.
Luca Vildoza, voto 6+: Serata bifronte. Nel primo tempo è uno dei pochi a mantenere la lucidità ricucendo lo strappo con triple pesanti e canestri d’autore, agendo meglio da guardia che da costruttore di gioco. Nella ripresa però cala vistosamente l’intensità difensiva e nel finale perde un pallone sanguinoso che di fatto condanna i bianconeri.
Carsen Edwards, voto 3,5: Una serata da incubo, horror puro. L’illusione iniziale delle due triple segnate evapora in un terrificante 2/13 dal campo, figlio di forzature continue che lo portano totalmente fuori ritmo. Non difende, si innervosisce con il pubblico, si auto-cambia per frustrazione e subisce persino la stoppata sul tiro del potenziale pareggio. Peggio di così non era possibile.
Saliou Niang, voto 6+: Un primo tempo un po’ troppo etereo viene riscattato da una ripresa giocata con il coltello tra i denti. Porta in dote la solita scarica di energia, atletismo e ben 7 rimbalzi. Commette ancora qualche errore di gioventù per troppa foga e il -15 di plus/minus grida vendetta, ma lo spirito è quello giusto.
Matteo Baiocchi, senza voto: Pochi secondi in campo.
Yago Dos Santos, voto 5,5: Cerca di dare ordine e far girare la squadra nei momenti in cui l’attacco si incarta in isolamenti infruttuosi, smazzando anche 6 assist. Il problema è che difetta completamente di pericolosità al tiro, pasticcia in transizione e subisce costantemente il primo passo degli esterni avversari.
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Daniel Hackett, voto 5,5: Lontanissimo parente del giocatore dominante ammirato in gara-1. Non riesce mai a prendere in mano le redini del match né a dettare i ritmi della squadra nei possessi chiave. Fatica insolitamente in fase difensiva e in attacco non punge quasi mai.
Francesco Ferrari, voto 6,5: Minuti di altissima qualità e impatto costante. È l’unico dei lunghi capace di aprire il campo con pericolosità (immacolato al tiro) e il suo eccellente +10 di plus/minus non è affatto un caso. Personalità da vendere e zero paura; sconcerta il fatto che venga richiamato in panchina proprio sul più bello.
Matt Morgan, voto 7+: Rientro flash da stropicciarsi gli occhi. Nel primo tempo gioca una pallacanestro celestiale e irreale: 15 punti in 8 minuti (chiuderà a quota 17) per spaccare in due la partita e tenere a galla i suoi. Nella ripresa cala comprensibilmente il livello di ossigeno e perde di lucidità, ma l’enigma resta la gestione del suo minutaggio nei momenti caldi della contesa.
Aliou Diarra, voto 7: Totem monumentale sotto le plance. Chiude una gara di pura sostanza sfiorando la doppia doppia con 10 punti, 9 rimbalzi e 2 stoppate stampate. È l’ultimo baluardo a cadere, l’unico a pulire i tabelloni e a garantire fisicità d’élite sia in attacco che in difesa. Se attorno a lui regna la confusione, la colpa non è certo sua.
Karim Jallow, voto 6,5: Garantisce il solito fatturato fatto di atletismo, difesa ruvida e rimbalzi (5 catturati). Quando viene chiamato in causa risponde presente anche in fase realizzativa con canestri pesanti. Esce un po’ dai radar nel finale convulso a causa di scelte tattiche diverse che non lo premiano.
Momo Diouf, voto 6+: Passo in avanti netto rispetto alle opache ultime uscite. Mette i muscoli sotto le plance, non indietreggia contro i lunghi trentini e fa la voce grossa a rimbalzo (5 carambole). Trova continuità anche al tiro, venendo limitato nel minutaggio solo dalla serata di grazia di Diarra.
Nicola Akele, senza voto: Non entrato.
Coach Nenad Jakovljevic, voto 4+: La Virtus smarrisce la brillantezza di gara-1 e la squadra dà la brutta impressione di sciogliersi mentalmente non appena gli avversari alzano i giri del motore. Sul banco degli imputati finiscono le contromisure mai trovate contro gli esterni trentini e, soprattutto, la gestione dei cambi: inspiegabile il lungo esilio in panchina di Morgan nel finale per cavalcare un Edwards deleterio.
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