La Virtus Bologna perde alla Virtus Arena contro l’Umana Reyer Venezia per 83-91 in Gara 1 della semifinale dei Playoff LBA Unipol 2026: ecco le pagelle ai giocatori bianconeri.
Luca Vildoza, voto 5.5: Offensivamente è a lungo un punto di riferimento e mette a referto 12 punti, 7 rimbalzi e 2 assist con un buon 5/7 dal campo (2/3 dall’arco). La sua prestazione viene però macchiata dalle troppe, croniche distrazioni nella propria metà campo e dalla fatica nel tenere unita la squadra nel convulso finale di gara.
Matteo Baiocchi, senza voto.: Non entrato. Resta a guardare i compagni dalla panchina per tutta la durata del match.
Carsen Edwards, voto 5: Quando 21 punti non servono a nulla. È il miglior marcatore dei suoi, ma il dato inganna: chiude con un horror 6/23 totale dal campo (pessimo 31% da due e un osceno 14% da tre) frutto di testardi isolamenti uno-contro-cinque nel tentativo di vincerla da solo. In difesa offre la resistenza di un telepass senza sbarra.
Saliou Niang, voto 5.5: Serata in chiaroscuro. Sotto i tabelloni fa la voce grossa artigliando ben 8 rimbalzi (migliore dei bianconeri), ma il duello diretto con Parks è una sofferenza continua. Poco coinvolto in attacco dove non demerita (3/3), ma commette troppi errori di distrazione e perde una palla sanguinosa nel finale.
Alen Smailagic, voto 4.5: Una presenza fantasmagorica sul parquet della Virtus Arena. Confermato in quintetto, gioca 20 minuti di una piattezza disarmante, raccogliendo le briciole: 3 punti e un solo rimbalzo. Wiltjer lo distrugge sotto ogni punto di vista e il serbo non ne vede mai nemmeno i fari. Un peso morto che fa rimpiangere l’esclusione di Yago.
Daniel Hackett, voto 5.5: Il carisma, la difesa e la voglia di lottare non mancano mai nei suoi 18 minuti di impiego, conditi da rimbalzi e sostanza. Le polveri in attacco sono però bagnatissime: non trova mai la tripla (0/3) che emotivamente potrebbe girare l’inerzia del match. La magica notte di Gara 5 contro Trento è lontana.
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Francesco Ferrari, senza voto: Solo 64 secondi sul parquet nel corso del secondo quarto per assaggiare il clima della semifinale. Impossibile giudicarlo, resta semmai il dubbio sul perché non abbia trovato più spazio.
Matt Morgan, voto 5: Illude nel primo tempo con qualche buona giocata, poi nella ripresa va incontro a un crollo verticale fatto di ferri scheggiati e palle perse (ben 5 totali). Soffre terribilmente la stazza e la pressione degli esterni della Reyer e pasticcia nei momenti caldi del match.
Karim Jallow, voto 6.5: Il migliore della Virtus per distacco. È l’unico in grado di mettere la museruola difensiva a Wiltjer e in attacco gioca con chirurgica precisione, firmando 8 punti (2/2 da due, 1/2 da tre). La sua tonante schiacciata in faccia a Valentine è il punto esclamativo che illude la Virtus nel terzo quarto. Inspiegabile perché giochi solo 14 minuti.
Aliou Diarra, voto 5.5: Meno reattivo e incisivo del solito, condizionato pesantemente dai falli (molti dei quali veniali) che lo costringono alla panchina e non gli fanno mai trovare il ritmo partita. Porta comunque il suo mattone a rimbalzo e in difesa (2/5 da due), pur palesando molta confusione nelle spaziature offensive.
Momo Diouf, voto 6.5: L’unico vero totem offensivo a cui aggrapparsi. Vince nettamente il duello ravvicinato con Tessitori e scrive 16 sul tabellino con ottime percentuali (5/8 al tiro e 6/8 ai liberi). Meno brillante a rimbalzo e non sempre puntuale in difesa, paga lo sforzo nel finale dove arriva con le gambe totalmente sfinite.
Nicola Akele, voto 5: Finisce fuori dalle rotazioni principali del match. Viene gettato nella mischia solo per pochissimi minuti in totale emergenza nel ruolo di centro, finendo però per subire la fisicità di Tessitori senza mai riuscire a incidere.
Coach Nenad Jakovljevic, voto 4.5: L’Olidata viaggia troppo a sprazzi e si scioglie nella propria metà campo, concedendo ben 91 punti a una Venezia corsara senza opporre una vera resistenza. Sul banco degli imputati finiscono scelte di gestione difficili da comprendere: escludere Yago con Pajola ai box lascia perplessi, così come spremere Hackett e concedere appena 14 minuti a un Jallow in serata di grazia. Anche la zona, mostrata solo negli ultimi 2 minuti, è una mossa tardiva. Poche idee e confuse, e ora la serie si fa durissima.
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