Virtus Bologna 22/23: Marco Belinelli

Fino all’inizio della nuova stagione Vunere Bologna vi presenta ogni giorno un elemento della Virtus Bologna 22/23. Oggi è il turno di capitan Belinelli.

A volte, lo sport permette di raccontare storie, biografie di persone che sarebbe difficile immaginare se non si osservano con i propri occhi. Tra questi racconti di sport, non può mancare quello del ragazzo che, da San Giovanni in Persiceto, è salito nell’olimpo vincendo il titolo Nba.

Marco Belinelli, nel bolognese, ha una particolarità unica. Nato a Bologna, nelle giovanili della Virtus, poi straordinario in Fortitudo e dopo quasi vent’anni di nuovo alla Virtus. Può piacere o non piacere, ognuno può avere la sua idea, nessuno verrà a giudicarvi. I fatti, però, sono indiscutibili, nessuno può mettere in dubbio la carriera di Marco, uno dei pochissimi italiani ad aver avuto successo oltreoceano. Scelto nel 2007 dai Golden State Warriors, Belinelli rimane ben tredici anni nella massima lega mondiale. Warriors, Raptors, Pelicans, Bulls, Kings, Hornets, Hawks, 76ers e, ovviamente, i San Antonio Spurs. Il Texas è il luogo dove il ragazzo italiano di San Giovanni diventa grande, agli ordini di uno dei più importanti allenatori della storia, la leggenda vivente Gregg Popovich.

Con gli Spurs, nel 2014, suo anno d’oro, vince titolo e gara del tiro da tre all’All Star Game. Marco vince il titolo in un sistema di gioco perfetto, al fianco di campioni del calibro di Tim Duncan, Tony Parker, Manu Ginobili e Kawhi Leonard, uscendo dalla panchina, non tradendo mai le aspettative di coach Popovich. Belinelli fa la storia, diventa il primo ed unico italiano a vincere il campionato Nba. Negli anni successivi, la guardia italiana poco a poco vede calare sempre di più il suo minutaggio a causa dell’avanzare degli anni e nell’autunno del 2020 decide di tornare a casa, unendosi con un triennale alla Virtus Bologna.

Marco Belinelli ha basato tutta la sua carriera sul tiro dalla distanza. Occorre però fare attenzione, poiché valutare il persicetano solo come tiratore è riduttivo. Marco è un giocatore adattabile in ogni sistema di gioco, può giocare sia come guardia che come ala piccola. Belinelli taglia sempre con perfetto tempismo ed è in grado di fornire ottimi assist per i compagni quando riceve sugli scarichi. La ricezione di palla è un aspetto unico per la guardia italiana: quando esegue un floppy, ovvero quando un lungo blocca per la sua uscita al tiro dalla distanza, non importa che Marco sia in equilibrio. Infatti, la sua meccanica di tiro atipica gli permette di segnare tiri presi completamente fuori equilibrio.

Oggi Marco Belinelli ha 36 anni e il fisico non è più quello di una volta. Per questo motivo, non è eresia affermare che la guardia italiana vive con le percentuali dal perimetro. Capitan Belinelli può essere tanto decisivo quando in giornata quanto improduttivo nei momenti difficili. In questi anni, abbiamo potuto constatare come l’esperto giocatore renda meglio nelle gare più importanti. Sembra che Marco, conscio dei limiti del suo fisico non più ventenne, scelga le partite in cui essere maggiormente incisivo sia in attacco che in difesa, come a Valencia nella semifinale di Eurocup dove ha disputato la sua miglior prestazione lo scorso anno.

È difficile prevedere come lo utilizzerà coach Scariolo. Se in campionato la regola italiani- stranieri gli garantisce il posto fisso, in Eurolega potrebbe talvolta essere lasciato in panchina. Arrivato a 36 anni, è chiaro che Belinelli non possa giocare tutte le partite, ma Scariolo avrà il coraggio di lasciare in tribuna una personalità così carismatica? Forse, per farlo rendere al meglio, sarebbe utile lasciarlo fuori in un discreto numero di partite, per mantenerlo fresco e preservarlo fisicamente. La lucidità sarà uno degli aspetti decisivi della stagione del capitano, chiamato anche a fare un passo avanti in fase difensiva, suo storico punto debole. In quest’ottica, averlo in forma e riposato potrebbe aiutare non poco. Il ruolo che Marco avrà quest’anno andrà ben oltre il campo: da veterano e capitano, dovrà guidare i compagni nei momenti difficili, dandogli le motivazioni giuste per arrivare nelle prime otto squadre d’Europa.

Foto: Virtus.it

Segui Vu Nere Bologna su Facebook

Non perderti i nostri contenuti su Facebook: clicca "Mi Piace" e non perderti nessun aggiornamento in tempo reale!


This will close in 10 seconds