Virtus Bologna, Awudu Abass: “Non è stato facile restare a guardare gli altri giocare, festeggiare e raggiungere gli obiettivi…”

Awudu Abass dopo un anno fermo ai box è pronto a ripartire. L’esterno azzurro parla dello stop e della ripartenza dopo l’infortunio.

Ormai pronto al ritorno dopo l’infortunio al crociato all’inizio della passata stagione, Awudu Abass è stato intervistato da Luca Aquino sul “Corriere di Bologna” partendo proprio dalla difficoltà nel saltare l’intera stagione: Non è stato facile restare a guardare gli altri giocare, festeggiare e raggiungere gli obiettivi, ma dopo un mese dall’operazione mi sono messo il cuore in pace. È andata come è andata, è servito un attimo di pazienza e poi ho pensato solo a lavorare sodo per tornare in campo. Ad aprile ho ripreso e tutto è andato bene, il lavoro fatto all’Isokinetic ha dato i suoi frutti”.

Chi lo ha aiutato emotivamente maggiormente in questo lungo periodo di stop? “La mia famiglia, sicuramente. Adesso comincia una nuova stagione importante con il ritorno in Eurolega che si aspettava da tanto tempo. Il motivo per cui sono venuto alla Virtus Bologna è proprio giocare partite come queste, sono contento che i ragazzi abbiano vinto l’Eurocup nella scorsa stagione con una formula molto insidiosa nella quale ci si giocava tutto in una partita e che poteva farti perdere anni di lavoro”.

E ora il ritorno sul parquet: Mi sono preparato tantissimo, non gioco una partita da molti mesi ma questa non deve essere una scusa. Non voglio pensare all’anno che ho perso, è come se fossi ripartito dal punto in cui ero all’inizio dell’anno scorso. Non so come andrà, abbiamo diversi giocatori nuovi e bisognerà aspettare un po’ per vedere come saranno il sistema e la chimica di squadra. Io voglio fare quello che ho sempre fatto al meglio possibile e cercare di partire col piede giusto per aiutare la squadra a raggiungere gli obiettivi che ci porremo”.

Infine, un parere sul podcast creato nel corso della passata annata di nome Stepout: “L’ho avviato col mio amico Alex per invitare persone che possano essere di ispirazione e parlare di svariati argomenti. Non solo persone famose, ma gente che possa essere un esempio per le future generazioni. Ce ne sono tante là fuori, bisogna saperle trovare”.

Foto: Virtus.it

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