EuroLega, le pagelle di Virtus Bologna-Efes Istanbul 80-85

In un Paladozza gremito e roboante, la Segafredo Virtus Bologna cade solo nel finale contro i campioni in carica dell’Anadolu Efes Istanbul per 80-85. La partita giocata dalle Vu Nere è di altissima qualità per attenzione ed esecuzioni, la differenza l’hanno fatta le giocate dei singoli fuoriclasse della squadra turca. Da segnalare l’espulsione di Milos Teodosic. Di seguito le pagelle:

Daniel Hackett 7: partita ben oltre la sufficienza per l’esperto play italiano. Il modo con cui Daniel approccia il secondo tempo è da antologia: cuore, grinta e ordine, “pace in testa e fuoco nel cuore”. Anche stasera un esempio per leadership e convinzione in campo, chiude a 6 punti e 4 rimbalzi, ma la sua prestazione va ben oltre i numeri.

Alessandro Pajola 7: Ergin Ataman lo esalta in conferenza stampa e noi non possiamo che essere d’accordo. Nel primo tempo è coraggioso anche in fase offensiva, prendendosi tiri inconsueti e giocando deciso. Se vi chiedete perché Micic è arrivato stanco a fine partita, ecco, Pajola è la risposta. Giocatore funzionale se ce n’è uno.

Nico Mannion s.v.

Milos Teodosic 5: il mago serbo gioca una prima frazione ottima per poi perdersi nella ripresa, probabilmente a causa della fisicità della sfida. Purtroppo, agli essere umani capita di perdere la calma, e Milos stasera ne è l’esempio perfetto. Il doppio tecnico e la conseguente espulsione significano almeno 2 giornate di squalifica per le modalità con le quali sono avvenuti. Davvero un peccato, ma può capitare a tutti.

Iffe Lundberg 7,5: altra grande partita della guardia danese. Dall’arco non è preciso, ma compensa con un eccellente 8/9 da due, testimone delle sue grandi qualità nell’attacco al ferro. Non c’è dubbio che sia il leader offensivo della Segafredo quando Teodosic non è in campo. Segna 23 punti ed è tra i migliori insieme a Ojeleye.

Marco Belinelli s.v.

Isaïa Cordinier 6,5: la sua prestazione è tutto tranne che perfetta, ma colpisce per voglia e per intensità. In difesa è aggressivo e indiavolato, una vera spina nel fianco per l’attacco avversario. Peccato per le triple aperte sbagliate nella ripresa che non si possono considerare errori a livello concettuale. Il fatto che sia rimasto a tirare a fine partita non può che rendere dirigenza e tifosi molto contenti.

Kyle Weems 6: gioca 9′ nel corso del primo tempo, in cui non sfigura. In questo momento sembra essere un po’ indietro rispetto agli altri, forse anche a livello di forma fisica. Nel suo periodo complicato, continua comunque a giocare insieme ai compagni senza interrompere il flusso dell’attacco bianconero.

Semi Ojeleye 7,5: è quasi incredibile che fosse in dubbio per guai fisici ad inizio settimana. L’ex Celtics è il migliore di questo doppio turno, stasera è l’unico capace di giocarsela veramente con il fuoriclasse Clyburn. In più, si dimostra sempre di più una sicurezza dal perimetro. Paolo Ronci ha fatto un capolavoro portandolo a Bologna.

Jordan Mickey 7,5: ancora una volta l’ala forte americana dimostra di far parte del pianeta Eurolega da diverso tempo. Chiude a 15 punti prendendo 7 rimbalzi, giocando con esperienza e facendo quasi sempre la cosa giusta. Sarà colui che trarrà maggior beneficio dal rientro di Shengelia.

Mam Jaiteh 5: gioca solo 16′ e il suo poco utilizzo è condivisibile. Più che dal punto di vista tecnico, sembra che abbia qualche difficoltà come mentalità. Spesso manca di decisione e di aggressività, forse è ancora indietro fisicamente.

Ismaël Bako 5: come il gemello Jaiteh non alla sua miglior partita. Il centro belga sembra il lontano parente del giocatore capace di dominare contro il Real Madrid. Bako è ancora molto giovane e ha bisogno di tempo per crescere, ma la Segafredo, quest’anno, non può permettersi di concedere tempo a nessuno.

Sergio Scariolo e staff tecnico 6,5: il risultato di questo doppio turno di Eurolega è freddo e secco, uno 0-2 senza diritto di replica che porta il record nei doppi turni ad un deprimente 0-4. Tralasciando i meri risultati, anche se contano più del resto, stasera mandano in campo una squadra in missione, capace di andare oltre il suo limite pur di lottare contro i campioni in carica. La Virtus paga l’inesperienza sotto canestro e l’assenza di Shengelia, oltre che la follia di Teodosic nell’ultimo quarto. L’unico punto interrogativo tattico riguarda un quintetto della prima parte dell’ultimo periodo, dove Teodosic agiva quasi da ala piccola marcando Clyburn. Chissà cosa aveva architettato Scariolo…

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