La strada che porta all’Unieuro Arena non è mai una qualunque per la Fortitudo Bologna, ma la trasferta di domenica prossima carica sulle spalle una narrazione che va ben oltre i due punti in palio. È una partita di incroci pericolosi, di rivincite personali e di bilanci tecnici che arrivano al pettine. Al centro del ring, due nomi: Alvise Sarto e Pietro Aradori. Il presente muscolare contro il passato dal talento purissimo, l’erede contro il predecessore.
Un addio al veleno
Il clima attorno a questa sfida affonda le radici nella scorsa estate, quando la società del presidente Tedeschi decise di voltare pagina, non rinnovando il contratto di Aradori. Una scelta tecnica ed economica che il giocatore non ha mai nascosto di aver subito con amarezza. Tra post social e mancate strette di mano, l’addio di Aradori a Basket City è stato segnato da polemiche esplicite: “Il mio sogno era chiudere qui, ma non c’è mai stato un confronto” aveva dichiarato l’esterno, lamentando l’assenza di una telefonata dopo sei stagioni in biancoblu.
Se da un lato la Fortitudo perdeva il miglior italiano della passata gestione Caja, dall’altro si liberava di un ingaggio oneroso per scommettere su un profilo diverso.
La scommessa Alvise Sarto
Quella scommessa porta il nome di Alvise Sarto. Arrivato tra lo scetticismo di chi vedeva in lui un profilo ancora da sgrezzare per palcoscenici così pesanti, l’esterno veneto ha risposto con i fatti. La Flats Service cercava giovinezza, intensità difensiva e futuribilità; Sarto ha aggiunto a queste doti una continuità realizzativa che, al netto di fisiologici alti e bassi, sta dando ragione alla dirigenza.
I numeri stagionali parlano chiaro e offrono un confronto impietoso con la versione attuale di Aradori a Forlì:
- Alvise Sarto: 12,3 punti di media, 39% da tre, 3,7 rimbalzi e una presenza difensiva costante in 31 minuti di impiego.
- Pietro Aradori: 9,9 punti di media, 34% dall’arco e 2,7 rimbalzi in circa 23 minuti.
In quasi ogni voce statistica, il “nuovo” ha superato il “vecchio”, inserendosi in un sistema di squadra che ha lottato per vertici ben diversi rispetto a una Forlì che ha trovato la salvezza matematica solo pochi giorni fa.
Una sfida tra ambizioni e orgoglio
Domenica, però, le medie stagionali lasceranno spazio all’emozione del momento. Per la Fortitudo è una partita decisiva: vincere in Romagna significherebbe blindare la posizione in griglia e dare un segnale di forza mentale. Aradori, dal canto suo, avrà il dente avvelenato di chi vuole dimostrare di poter essere ancora decisivo, specialmente davanti a quei colori che ha vestito a lungo.
Sarto dovrà essere bravo a non cadere nella trappola del nervosismo, confermando l’ottimo stato di forma fisica. Se l’Aquila vuole volare alto all’Unieuro Arena, le ali di Sarto dovranno battere più forte di quelle del grande ex. Il verdetto, come sempre, spetta al parquet.
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