INTERVISTA – La Virtus Bologna continua a convincere in questo avvio di stagione e la rimonta contro l’Olimpia Milano ha raccolto anche gli elogi di Marco Belinelli. L’ex capitano bianconero, intervistato dal Corriere di Bologna, ha analizzato la crescita della squadra di Alex Mumbrú, soffermandosi in particolare su Marcus Carr e Diarra, senza dimenticare il legame con il presidente Massimo Zanetti.
La rimonta della Virtus Bologna contro l’Olimpia Milano, culminata nel successo per 98-94 dopo un tempo supplementare, ha lasciato il segno anche su Marco Belinelli. L’ex capitano bianconero, intervistato dal Corriere di Bologna, ha seguito la partita e apprezzato soprattutto la reazione della squadra dopo essere stata sotto anche di 19 punti. «L’ho vista, è stato un grande secondo tempo», ha raccontato. E sulle qualità del gruppo ha aggiunto: «All’intervallo eravamo sotto di 15, poi c’è stata una grande reazione. Si è visto in questo inizio stagione che questa è una squadra con attributi, giocano bene assieme e riescono a mettere in pratica lo stile di gioco voluto dall’allenatore. Sembrano davvero un bel gruppo e le gerarchie sono rispettate. Una bella partita, chi l’avrebbe mai detto sul -19 che si sarebbe vinto?». Per Belinelli, la forza della Virtus sta soprattutto nella capacità di non arrendersi: «È una squadra che non molla mai, anche nei momenti difficili. Giocano con il loro stile fino in fondo e senza individualità, anche se nei momenti importanti si sa a quale porta bussare. Ripeto, è sintomo di un bel gruppo che può crescere ancora tanto».

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Tra i giocatori che lo hanno convinto maggiormente c’è Marcus Carr, considerato un innesto importante per gli equilibri della squadra. «Carr è un ottimo acquisto e penso che l’andamento della squadra dipenda da lui. Oltre a essere forte, passa la palla, difende e non ha paura di prendersi tiri importanti. Si è capito che la palla nei momenti cruciali va nelle sue mani, mi piace la sua personalità e la leadership», ha spiegato Belinelli, indicando poi in Diarra un altro elemento in grande crescita: «È esploso da un anno all’altro. Ha fatto miglioramenti enormi ed è perfetto per questo stile di gioco. Corretto, non è certo il giocatore a cui appoggiare la palla in post, ma difende alla grande, fa di pick and roll, è atletico e in questo basket ha doti veramente importanti». Parole positive anche per Alex Mumbrú e la sua filosofia: «È importante che sia stato un giocatore, non ha smesso da molto, ha vinto tanto e conosce la pallacanestro. Adotta questo stile di gioco veloce, alta spagnola, corri molto e cerchi soluzioni nei primi secondi dell’azione. L’impronta è quella giusta e la squadra lo segue». Sulla possibilità di mantenere questi ritmi anche nei playoff, l’ex capitano ha ricordato che le partite da dentro o fuori richiedono spesso maggiore gestione: «Credo sia preparato anche a questo, ne ha vissute tante in campo e sa anche lui quando ci si deve affidare più alla ragione e meno al talento».
Nonostante l’ottimo avvio, Belinelli predica prudenza: «Io sono sempre stato abituato a restare con i piedi per terra quando le cose vanno oltre le aspettative. Un momento per farsi un’idea di quello che potrà essere il futuro si avrà fra dicembre e febbraio. Però i segnali sono positivi, stanno giocando benissimo, è bello vederli e si godono questo momento». L’ex bianconero ha parlato anche delle difficoltà dell’Olimpia Milano e del suo rapporto con Peppe Poeta: «Ci sentiamo e per il rapporto che ci lega mi pare giusto stargli vicino in un momento complicato. Sono partiti sottotono, penso manchi un giocatore tipo Shields o Brooks che ti vince le partite o crea qualcosa per gli altri». Infine, spazio al legame con Bologna, al confronto tra l’atmosfera del PalaDozza e quella della Fiera e al rapporto con il presidente Massimo Zanetti. «L’atmosfera del PalaDozza è unica, c’è un ambiente più caldo, persone vicine, un tifo ingombrante che rende difficile per chiunque giocare lì: la squadra di casa lo sente e si fa trascinare. Però sono molto carico per il palazzo nuovo e non vedo l’ora di vederlo», ha detto. Belinelli ha poi ricordato con piacere che il suo schema porta ancora il suo nome nelle indicazioni degli allenatori: «Lo aveva già fatto l’anno scorso e indubbiamente è un piacere, significa che agli occhi degli allenatori ero un giocatore importante». E sulla conclusione della sua esperienza da brand ambassador della Virtus, ha ribadito la riconoscenza verso Zanetti: «Ringrazierò sempre il presidente Zanetti che anche lo scorso anno mi ha voluto fermamente in società dopo avermi permesso di giocare gli ultimi anni dove volevo, vincendo e riportando la Virtus dove deve stare. Ci siamo abbracciati recentemente al PalaDozza, gli voglio bene ed è tanto merito suo quello che la Virtus ha raggiunto in questi anni».
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Foto: Virtus.it
